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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 36148/2024 del 27/09/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Il ricorrente impugna ai sensi dell'art. 625-bis c.p.p. la decisione della Corte di cassazione che confermava la confisca di una somma pari a euro 446.350,56 disposta dal G.I.P. di Lecce. Denuncia un errore di fatto nella lettura degli atti da parte della Suprema Corte, sostenendo che tale travisamento della circostanza relativa al profitto del reato ha determinato una decisione diversa da quella che sarebbe stata adottata senza l'errore. Richiama la sentenza delle Sezioni Unite n. 26654/2008 come supporto giurisprudenziale.

La decisione

Il ricorso straordinario per errore di fatto è stato dichiarato inammissibile. La Corte ha richiamato il consolidato orientamento secondo cui tale rimedio è inammissibile se diretto avverso decisioni della Suprema Corte in materia di sequestro, confisca e restituzione dei beni (con riferimento a pronunce precedenti). Ha inoltre osservato che il ricorrente si era basato su un orientamento giurisprudenziale minoritario (Sez. U. n. 26654/2008), espressamente disatteso nella pronuncia impugnata. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e alla somma di euro 3.000 in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 625-bis cod. proc. pen.

    Norma che disciplina il ricorso straordinario per errore di fatto; qui usata come base formale del gravame, ma la Corte ha ritenuto il rimedio inammissibile nel caso di decisioni della Suprema Corte su confisca/sequestro.

  • Sez. U., sentenza n. 26654 del 27/03/2008 (Fisia Italimpianti s.p.a.)

    Orientamento giurisprudenziale citato dal ricorrente come fondamento per la richiesta di restituzione; la Corte impugnata lo ha considerato orientamento minoritario e lo ha disatteso.

  • Sez. 6, Ordinanza n. 20684 del 09/05/2016 (Mastropietro)

    Giurisprudenza di legittimità che afferma l'inammissibilità del ricorso straordinario per errore di fatto avverso decisioni della Suprema Corte in materia di sequestro/confisca/restituzione; richiamata dalla decisione impugnata.

  • Sez. 2, sentenza n. 26755 del 01/03/2013 (Falzetta)

    Ulteriore precedente che conferma l'applicabilità del principio di inammissibilità anche quando la confisca è accessoria a una sentenza di condanna.

Massime di principio

  • Il ricorso straordinario per errore di fatto previsto dall'art. 625-bis c.p.p. è generalmente inammissibile se diretto ad impugnare una decisione della Corte di cassazione in materia di sequestro, confisca e restituzione dei beni.
  • Quando la Suprema Corte respinge un orientamento giurisprudenziale minoritario, il rimedio del ricorso straordinario per errore di fatto non è la via adeguata per contrapporre quella minoranza: la Corte tende a chiudere la questione richiamando i propri precedenti.
  • Chi intenda contestare la quantificazione del profitto del reato o la confisca dovrebbe valutare rimedi processuali diversi (es. impugnazioni nelle sedi e nei termini corretti o istanze istruttorie nel grado competente), fornendo elementi di fatto e di diritto idonei a superare il consolidato orientamento della giurisprudenza di legittimità.
  • Il ricorso inammissibile può comportare la condanna alle spese processuali e sanzioni pecuniarie (es. somma alla Cassa delle ammende); pertanto è necessario valutare attentamente la fondatezza e l'ammissibilità del rimedio prima di proporlo.
  • Richiamare pronunce delle Sezioni Unite o orientamenti minoritari non garantisce l'accoglimento se la decisione impugnata ha già espresso motivata disapplicazione di tali orientamenti.

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