Cassazione Penale, Sentenza n. 45122/2022 del 28/11/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Roma (8/6/2022) che aveva respinto il riesame avverso il provvedimento di sequestro a fini di confisca diretta e per equivalente disposto dal G.I.P. del Tribunale di Velletri per 1.314.296,70 euro connesso al reato di mancato versamento delle ritenute dovute quale sostituto d'imposta (art. 10-bis d.lgs. n. 74/2000) per l'anno 2016. Il sequestro riguardava somme della società "Ambiente Energia e Territorio S.p.A." e, per equivalente, saldo di conto corrente, premio di polizza vita e immobili intestati alla Di Giulio. Nel ricorso si denunciavano violazione di legge (artt. 321 c.p.p. e 12-bis d.lgs. n. 74/2000), contestandosi il fumus commissi delicti, la mancata ponderazione dei pagamenti effettuati all'Agenzia delle Entrate ai fini di ridurre l'importo vincolato e la necessità di privilegiare il vincolo preliminare sul patrimonio della società ritenuta beneficiaria del reato.
La decisione
Il ricorso è stato dichiarato inammissibile per sopravvenuta rinuncia all'impugnazione da parte della ricorrente, ai sensi dell'art. 591, comma 1, lett. d) c.p.p. Conseguentemente la Corte ha condannato la ricorrente al pagamento delle spese processuali e, ravvisando profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità, al versamento di euro 500 a favore della cassa delle ammende, somma equitativamente fissata in relazione ai motivi dedotti.
Norme richiamate
Richiamato dal ricorrente in riferimento ai criteri e alla motivazione del provvedimento di riesame sulle misure cautelari reali; nella sentenza è indicato come norma oggetto di censura ma la Corte non si è pronunciata nel merito a causa della rinuncia all'impugnazione.
art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000
Invocato dal ricorrente in relazione alle regole sulla confisca per reati tributari e alla determinazione dell'ammontare sottoponibile a vincolo; la Corte non ha esaminato la fondatezza della censura per inammissibilità del ricorso.
art. 10-bis d.lgs. n. 74 del 2000
Norma che definisce il reato contestato (mancato versamento delle ritenute dovute quale sostituto d'imposta); è il fatto-reato alla base del sequestro e della confisca per equivalente.
art. 591, comma 1, lett. d) cod. proc. pen.
Prevede l'inammissibilità del ricorso quando il ricorrente abbia rinunciato all'impugnazione; la Corte ha applicato tale disposizione per dichiarare inammissibile il ricorso e per giustificare la condanna alle spese e alla sanzione pecuniaria equitativamente determinata.
Massime di principio
- La rinuncia all'impugnazione rende il ricorso inammissibile: se il ricorrente dichiara di rinunciare, il giudice di legittimità non entra nel merito e il motivo non viene esaminato.
- La rinuncia può comportare conseguenze economiche: oltre alle spese processuali, può essere disposta una sanzione (cassa delle ammende) se sussistono profili di colpa nella determinazione della causa di inammissibilità.
- Nel giudizio sul riesame di misure cautelari reali (sequestro per confisca/ per equivalente) le censure devono indicare chiaramente la mancata valutazione del fumus commissi delicti e la mancata considerazione dei pagamenti effettivamente fatti all'Amministrazione finanziaria, poiché tali elementi possono incidere sull'entità del vincolo.
- Quando si impugna un provvedimento di sequestro nei confronti di soggetti giuridici e degli eventuali responsabili contigui, è importante valutare e chiedere espressamente l'ordine delle misure (es. preliminare accertamento/provvedimento sul patrimonio della società) e la quantificazione delle somme sottoponibili a vincolo.
- Prima di rinunciare a un'impugnazione è consigliabile verificare l'opportunità strategica della rinuncia, valutando il fatto che la stessa elimina la possibilità di ottenere una pronuncia sul merito e può esporre a condanne per spese e ammende.
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