Cassazione Civile, Sentenza n. 2606/2021 del 04/02/2021
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione della decisione del CNF che aveva accolto il reclamo elettorale proposto da Gabrielli ritenendo l'avv. Picciocchi incandidabile/ineleggibile perché componente della Commissione dell'esame di Stato (nomina esercitata per le prove di dicembre 2018 e carica cessata il 10 gennaio 2019). Il CNF aveva ritenuto applicabile l'art. 47 della L. 247/2012 che vieta l'elezione alle tornate immediatamente successive alla cessazione dell'incarico, disponendo la decadenza del Picciocchi e il subentro del primo dei non eletti. Picciocchi ha impugnato in Cassazione sostenendo (i) che l'art. 47 era stato abrogato o reso non applicabile dalla L. 113/2017, (ii) che la condizione di ineleggibilità non si sarebbe concretizzata perché non aveva esercitato funzioni rilevanti dopo le dimissioni, (iii) difetto di interesse del reclamante Gabrielli e vizi di notificazione/contraddittorio.
La decisione
La Corte di Cassazione, Sezioni Unite, ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse l'istanza di sospensione dell'esecutorieta'. Sul merito ha concluso che l'art. 47 L. 247/2012 non è stato abrogato dalla L. 113/2017 e che la causa di ineleggibilità prevista dal comma 6 dell'art. 47 si integra con la semplice assunzione della carica di componente della Commissione d'esame, indipendentemente dall'effettivo esercizio. Ha altresì confermato la legittimazione a proporre reclamo di qualsiasi avvocato iscritto e la validità della notificazione via PEC ai fini del contraddittorio nel reclamo elettorale. Conseguenza: rigetto del ricorso, conferma della decadenza del Picciocchi e applicazione della disciplina del subentro (art. 16 L. 113/2017). Non è stata statuibile una pronuncia sulle spese processuali per l'assenza di parte resistente; rilevata l'applicabilità dell'art. 13, comma 1‑quater, d.p.r. n. 115/2002.
Norme richiamate
Legge 31 dicembre 2012, n. 247, art. 47
Gli avvocati componenti della commissione non possono essere eletti quali componenti del consiglio dell'ordine ... nelle elezioni immediatamente successive alla data di cessazione dell'incarico ricoperto
La Sezione ha ritenuto che la condizione di ineleggibilita' si configura con la mera assunzione della carica di commissario d'esame e perdura fino alle elezioni immediatamente successive alla cessazione; non richiede l'effettivo esercizio delle funzioni
Legge 7 agosto 2017, n. 113 (disciplina elettorale forense), artt. 8, 16, 18
art. 8 disciplina le candidature individuali; art. 16 disciplina il subentro; art. 18 indica le disposizioni della L. 247/2012 abrogate
La L. 113/2017 non ha abrogato espressamente l'art. 47: l'abrogazione e' limitata alle disposizioni che il legislatore ha indicato. L'art. 16 e' stato ritenuto applicabile per il subentro del primo non eletto
Legge 31 dicembre 2012, n. 247, art. 28, comma 12
Contro i risultati delle elezioni per il rinnovo del consiglio dell'ordine ciascun avvocato iscritto nell'albo può proporre reclamo al CNF entro dieci giorni dalla proclamazione
La legittimazione a proporre reclamo elettorale spetta a qualsiasi avvocato iscritto, in quanto titolare di un interesse diretto al regolare svolgimento della competizione
Regio Decreto 13 febbraio 1934, n. 37, art. 59
norma richiamata con riferimento alle forme di notificazione nei procedimenti disciplinari
La Corte ha osservato che l'art. 59 riguarda solo i procedimenti disciplinari; nel reclamo elettorale la notifica via PEC e' adeguata a garantire il contraddittorio
D.P.R. 30 maggio 2002, n. 115, art. 13 comma 1‑quater
La sentenza conclude richiamando l'art. 13, c.1‑quater, come parametro applicabile nella decisione (riferimento a profili di disciplina delle spese o benefici processuali)
Ordinanza Sezioni Unite n. 6967 del 2017
Confermato il principio che l'istanza di sospensione dell'esecutorieta' del provvedimento CNF puo' essere contenuta nel ricorso alle Sezioni Unite se ha autonoma motivazione e carattere cautelare
Ordinanza Sezioni Unite n. 27769 del 2020
Citata come precedente che ha escluso il sospetto di incostituzionalita' dell'art. 47, comma 6, nella medesima interpretazione
Massime di principio
- La causa di ineleggibilita' derivante dalla qualita' di componente di commissione d'esame si considera integrata con la semplice nomina/assunzione della carica e si estende alle elezioni immediatamente successive alla cessazione, indipendentemente dall'effettivo esercizio delle funzioni
- Una nuova normativa elettorale non abroga disposizioni anteriori se non lo fa espressamente o per chiara incompatibilita'; l'abrogazione implicita non deve essere presunta quando la legge nuova non disciplina specificamente l'istituto
- Ogni avvocato iscritto ha legittimazione attiva a proporre reclamo elettorale avverso i risultati; non e' necessario essere candidati o potenzialmente beneficiari diretti dell'elezione
- La notifica via PEC, debitamente attestata, e' idonea a garantire il contraddittorio nei reclami elettorali davanti al CNF; le forme previste per i procedimenti disciplinari non sono automaticamente applicabili
- La decadenza del candidato per ineleggibilita' puo' colpire solo il singolo eletto senza compromettere la validita' dell'intero procedimento elettorale; segue il subentro del primo non eletto quando previsto dalla legge
- Le istanze cautelari (es. sospensione dell'esecutorieta') possono essere proposte alle Sezioni Unite nella forma del ricorso, purché abbiano autonoma motivazione e carattere cautelare
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