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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 16243/2026 del 05/05/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti impugnavano la conferma della condanna per concorso in tentata estorsione (con aggravanti delle "più persone riunite" e dell'uso di armi improprie) e, per Mammoliti, contestavano altresì la valutazione circa l'incendio dell'autovettura della parte offesa. Le censure principali erano: carenza e illogicità della motivazione; travisamento della prova; inattendibilità e contraddittorietà delle dichiarazioni delle persone offese; assenza di riscontri oggettivi (pezzi di vetro, danneggiamenti); errata ricostruzione del concorso di persone e del contributo causale di Amici; erronea applicazione dell'aggravante per uso di armi improprie (bottiglie/sassi); e censura sulla determinazione della pena e sul diniego della diminuzione per tentativo e della circostanza attenuante della lieve entità.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ritenuto che i giudici di merito avessero fornito motivazione congrua e adeguata, con valutazione unitaria e confrontata delle dichiarazioni delle parti offese e dei riscontri oggettivi (interventi di p.g., ritrovamento di sassi e vetri, incendio dell'auto). Le censure generiche e il mancato confronto critico con la motivazione sono stati dichiarati aspecifici e pertanto inammissibili. Sono state inoltre rigettate le deduzioni circa l'erronea qualificazione del concorso di persone e dell'aggravante per uso di armi improprie: la giurisprudenza consolidata ammette che bottiglie e sassi, se usati in contesto minaccioso, costituiscano armi improprie. Anche la doglianza sulla mancata riduzione della pena per il tentativo e sul diniego della lieve entità è stata respinta come aspecifica e nel merito ritenuta congruamente motivata dai giudici di merito. Conseguenze pratiche: dichiarazione di inammissibilità dei ricorsi; condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali; condanna al versamento di euro 3.000,00 in favore della Cassa delle ammende; condanna degli imputati alla rifusione delle spese di rappresentanza e difesa sostenute dalle parti civili Ferraresi Mattia e Curcio Giuseppina, liquidate in complessivi euro 3.686,00 per ciascuna, oltre accessori di legge.

Norme richiamate

Massime di principio

  • In cassazione le doglianze devono contenere un confronto critico e specifico con la motivazione impugnata: espressioni generiche o oppositive sono frequentemente ritenute aspecifiche e inammissibili.
  • Le dichiarazioni della persona offesa possono da sole fondare una condanna se la loro attendibilità è esaminata e motivata adeguatamente; tuttavia, è preferibile che vengano riscontrate con elementi oggettivi o dichiarazioni convergenti.
  • L'aggravante delle "più persone riunite" richiede la simultanea presenza di almeno due persone nel luogo e nel momento in cui si realizza la minaccia o la violenza: la prova della compresenza e del ruolo unitario è determinante.
  • Oggetti quali bottiglie rotte o sassi possono essere qualificati come armi improprie quando, in quel contesto di tempo e luogo, risultano idonei a offendere o a intimorire; pertanto le contestazioni sull'assenza di "arma" devono valutare il contesto concreto.
  • Il giudice di merito ha ampia discrezionalità nella determinazione della pena e nel riconoscimento delle circostanze attenuanti (es. lieve entità, diminuzione per tentativo); per impugnare efficacemente tali decisioni è necessario un critico e dettagliato confronto con le ragioni esposte dai giudici di merito.
  • In presenza di una "doppia conforme" (primo e secondo grado in accordo), le possibilità di censura in cassazione per travisamento della prova sono più limitate: occorre dimostrare che un dato probatorio nuovo o diverso sia stato introdotto per la prima volta nella motivazione del secondo grado.

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