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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 46015/2023 del 15/11/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso la sentenza della Corte d'appello di Bologna dell'08/07/2022 che aveva confermato le condanne per il delitto previsto dall'art. 316-ter c.p. per la fruizione di canoni agevolati per alloggi ERP; i ricorrenti deducono: 1) vizio di motivazione in ordine alla determinazione della pena, lamentando mancanza di ragioni per superare il minimo edittale; 2) estinzione per prescrizione del reato relativo all'annualità 2014, con prescrizione maturata prima della sentenza di appello.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il primo motivo (assenza di specifici profili di arbitrarietà o manifesta illogicità della valutazione sul trattamento sanzionatorio, che era ancorato al protrarsi della condotta, all'intensità del dolo e, per Rivola, ai numerosi precedenti). Ha invece accolto il secondo motivo: il reato relativo all'annualità 2014 si è estinto per prescrizione maturata nel giugno 2022; perciò ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al 2014, eliminando la pena aggiuntiva di un mese imputata per la continuazione con il reato del 2014, e ha rideterminato la pena per il reato residuo in mesi otto di reclusione. Ha altresì dichiarato compensate tra le parti le spese per l'azione civile.

Norme richiamate

  • art. 316-ter cod. pen.

    Norma contestata quale fattispecie di illecito relativa alla fruizione indebita di canoni agevolati per alloggi ERP; la Corte l'ha ritenuta applicabile per gli anni contestati (in particolare per il 2014 e 2015) in presenza di omissioni comunicative che comportavano la decadenza dal beneficio

  • art. 23, comma 8, d.l. n. 137 del 2020

    Richiamata per giustificare il trattamento del ricorso senza l'intervento delle parti (normativa emergenziale che ha consentito procedure semplificate o trattazioni in assenza di comparizioni); la Corte ha applicato questa disciplina in virtù delle successive proroghe

  • art. 94, comma 2, d.lgs. 150 del 2022

    Richiamato come parte della catena normativa che ha prorogato la possibilità di trattare il procedimento senza l'intervento delle parti; applicato in combinazione con le modifiche successive

  • art. 5-duodecies, d.l. 162 del 2022 convertito con modificazioni dalla legge 199 del 2022

    Norma richiamata quale elemento delle modifiche che hanno inciso sui termini/procedure straordinarie di trattazione dei ricorsi (ha consentito la prosecuzione dell'uso delle procedure previste dall'art. 23 citato)

Massime di principio

  • La deduzione di vizio di motivazione sulla determinazione della pena deve indicare profili di arbitrarietà o manifesta illogicità: la mera contestazione del quantum senza specifiche ragioni non è ammissibile
  • La prescrizione maturata prima della pronuncia impugnata determina l'annullamento senza rinvio limitatamente alla porzione di reato estinta per prescrizione
  • Quando più reati sono stati ritenuti in continuazione e una delle annualità si estingue per prescrizione, l'aumento di pena attribuito per la continuazione va eliminato o rideterminato conformemente alla effettiva parte di reato rimasta viva
  • Le spese per l'azione civile possono essere compensate se emerge una sostanziale assenza di interesse della parte civile a partecipare al motivo oggetto di gravame
  • Le disposizioni emergenziali/straordinarie (es. art. 23 d.l. n.137/2020 e successive modifiche) possono autorizzare la trattazione del ricorso in Cassazione senza l'intervento delle parti quando ne ricorrano i presupposti normativi

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