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Sentenza

Sentenza n. 713/2026 - Salerno, Sezione 3

per l'annullamento del bando di concorso pubblico, per esami, per il conferimento a tempo indeterminato e part time (50%) di 45 posti nel profilo professionale di Istruttore di vigilanza – Area degli Istruttori, bandito dal Comune di Salerno e pubblicato il 04.07.2024

Giustizia amministrativa202401289

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Salerno, Sez. IIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: bando di concorso pubblico per 45 posti di istruttore di vigilanza, nella parte in cui non prevedeva punteggi premiali per il voto del diploma e per il servizio militare lodevole

Esito

IMPROCEDIBILITA

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

La ricorrente, che non aveva presentato domanda né partecipato alle prove concorsuali, impugnava il bando deducendone l'irrazionalità e l'irragionevolezza. Contestava, in particolare, la mancata previsione di un punteggio aggiuntivo o premiale per i candidati in possesso di un diploma di istruzione secondaria di secondo grado quinquennale conseguito con votazione almeno pari a 90/100 e per coloro che avessero svolto il servizio militare in maniera lodevole. Nel corso del giudizio si svolgevano le prove, veniva approvata la graduatoria definitiva e il Comune procedeva all'assunzione di 56 candidati. La ricorrente non impugnava né la graduatoria né gli atti relativi alle prove e, con memoria del 19 febbraio 2026, dichiarava di non avere più interesse alla decisione.

La decisione

Il TAR ha dichiarato il ricorso improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse ai sensi dell'art. 35, comma 1, lettera c), c.p.a., prendendo atto della dichiarazione della ricorrente e degli sviluppi della procedura concorsuale. Il giudice ha affermato che, venuto meno l'interesse della parte che ha introdotto il giudizio, il processo amministrativo non può proseguire nel solo interesse dell'amministrazione resistente a ottenere una pronuncia di rigetto. La decisione è stata adottata senza esame nel merito delle censure rivolte al bando. Le spese sono state compensate in ragione della natura formale della decisione; il contributo unificato è stato dichiarato irripetibile.

Norme richiamate

  • art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a.

    Il giudice dichiara, anche d'ufficio, il ricorso: (...) improcedibile quando nel corso del giudizio sopravviene il difetto di interesse delle parti alla decisione (...)

    La sopravvenuta carenza di interesse della parte ricorrente impone la declaratoria di improcedibilità, anche d'ufficio, senza che il giudizio possa proseguire per il solo interesse della parte resistente a ottenere una pronuncia di rigetto.

  • art. 85, comma 9, c.p.a.

    Richiamato dal giudice nell'ambito della disciplina processuale applicata alla definizione del giudizio.

Massime di principio

  • Quando, nel corso del processo amministrativo, viene meno l'interesse concreto e attuale del ricorrente alla decisione di merito, il ricorso deve essere dichiarato improcedibile ai sensi dell'art. 35, comma 1, lett. c), c.p.a., anche d'ufficio.
  • Il processo amministrativo, in quanto volto alla tutela delle posizioni soggettive azionate dalla parte ricorrente, non può proseguire nel solo interesse dell'amministrazione resistente a ottenere una pronuncia di rigetto dopo che il ricorrente abbia dichiarato di non avere più interesse alla decisione.

Come è indicizzato

MaterieConcorsi pubbliciEstinzione, perenzione e improcedibilità
RamiPubblico impiego e concorsiProcesso amministrativo
IstitutiSopravvenuta carenza di interesse

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