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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 43854/2024 del 29/11/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Giuseppe Bulevardi, condannato con sostituzione della pena detentiva con lavoro di pubblica utilità disposta dalla Corte d'appello di Palermo (esecuzione presso Croce Rossa Italiana, comitato di Palmanova), ha chiesto autorizzazione ad allontanarsi dalla residenza a Cervignano del Friuli per recarsi a Mazara del Vallo dal 07 al 24 agosto 2024. La Corte d'appello di Palermo ha dichiarato la propria incompetenza territoriale e trasmesso gli atti al Magistrato di sorveglianza di Udine; il Magistrato di sorveglianza di Udine ha ritenuto invece competente la Corte di appello di Palermo e ha sollevato conflitto negativo.

La decisione

La Corte di legittimità ha dichiarato ammissibile il conflitto e ha ritenuto che la competenza a decidere sull'istanza di modifica delle modalità di esecuzione della pena sostitutiva (autorizzazione ad allontanarsi dalla residenza) appartenga alla Corte d'appello di Palermo in qualità di giudice dell'esecuzione, in base alla giurisprudenza consolidata e all'art. 666 c.p.p. Ha quindi dichiarato la competenza della Corte d'appello di Palermo e disposto la trasmissione degli atti a quella Corte.

Norme richiamate

  • art. 666 cod. proc. pen.

    L'art. 666 c.p.p. disciplina l'intervento del giudice dell'esecuzione in ordine alle modalità di esecuzione delle pene sostitutive; la Corte ha interpretato che il giudice dell'esecuzione è legittimato a decidere le istanze di modifica delle modalità di esecuzione del lavoro di pubblica utilità.

  • Sez. 1, n. 24430 del 28/04/2015 (Gianfreda)

    Giurisprudenza che conferma la competenza del giudice dell'esecuzione sulle modalità di esecuzione delle pene sostitutive; citata per sostenere il principio generale applicato nel caso.

  • Sez. 1, n. 29227 del 02/07/2013 (Kharraf)

    Ulteriore precedente che afferma la competenza del giudice dell'esecuzione nelle materie analoghe, richiamato per rafforzare il principio di diritto.

  • Sez. 1, n. 4960 del 12/10/1995 (Passaro)

    Precedente sulla configurabilità del conflitto negativo: richiede il doppio rifiuto di provvedere per incompetenza da parte di due giudici che si dichiarano reciprocamente competenti, configurando lo stallo risolvibile solo dalla Corte regolatrice.

  • Sez. 1, n. 1858 del 28/04/1992 (Becchimanzi)

    Ulteriore conferma del principio secondo cui il conflitto negativo sorge se due giudici rifiutano di conoscere dello stesso procedimento per reciproca indicazione di competenza.

Massime di principio

  • Le istanze dirette a modificare le modalita' di esecuzione di una pena sostitutiva (orari, luoghi, permessi temporanei, ecc.) rientrano nella competenza del giudice dell'esecuzione che ha pronunciato la decisione sulla pena, ai sensi dell'art. 666 c.p.p.
  • La competenza territoriale non trasferisce automaticamente la decisione al magistrato di sorveglianza del luogo di espiazione: il giudice dell'esecuzione rimane competente anche se l'esecuzione avviene in altra sede.
  • Se due diversi uffici giudiziari si rifiutano di provvedere per reciproca indicazione di incompetenza si crea un conflitto negativo: deve essere sollevato e la Corte di legittimità decide per rimuovere lo stallo.
  • Per evitare conflitti procedurali, l'interessato o il difensore dovrebbe proporre l'istanza direttamente al giudice dell'esecuzione che ha emesso la sentenza; se preferisce agire presso il magistrato di sorveglianza locale, e' utile indicare e motivare il fondamento della richiesta di competenza.
  • Le pronunce di merito sulle modalita' di esecuzione devono rispettare i precedenti di legittimita' che qualificano il giudice dell'esecuzione come organo competente per le modifiche pratiche delle pene sostitutive.

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