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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 22315/2023 del 23/05/2023

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di sorveglianza (13/10/2022) che aveva respinto il reclamo proposto nell'interesse di Leonardo Sacco avverso il provvedimento del Magistrato di sorveglianza (18/01/2021) che negava l'autorizzazione ad acquistare un lettore CD e compact disc musicali mentre il detenuto era sottoposto al regime differenziato dell'art. 41-bis. Il ricorrente deduce violazione e erronea applicazione degli artt. 1, 35-bis e 41-bis Ord. pen., in relazione agli artt. 3 e 27 Cost., e censura il mancato accertamento da parte del Tribunale sulla effettiva esigibilita degli adempimenti amministrativi necessari per verificare e mettere in sicurezza i dispositivi/ supporti, nonché la mancata considerazione di precedenti autorizzazioni concesse ad altri detenuti nella stessa sezione, con conseguente disparità di trattamento.

La decisione

La Corte di cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, annullando l'ordinanza impugnata e rinviando il giudizio al Tribunale di sorveglianza di Roma. La Corte ha affermato che l'ammissione all'uso di lettori CD e CD musicali non è vietata in via assoluta, ma richiede un bilanciamento tra l'interesse trattamentale del detenuto e le esigenze di sicurezza del regime differenziato. Il Tribunale di sorveglianza aveva rigettato il reclamo basandosi soprattutto sulla circolare DAP n. 3676/6126 del 2/10/2017 senza verificare se gli interventi tecnici e le verifiche sui supporti avrebbero comportato inesigibili oneri organizzativi per l'amministrazione penitenziaria; tale mancata istruttoria è stata considerata viziata e ha imposto il rinvio per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 1 Ord. pen.

    Richiamato come principio generale del trattamento penitenziario: va garantito il diritto al trattamento compatibilmente con le esigenze di sicurezza, con obbligo di bilanciamento e pari trattamento tra i detenuti.

  • art. 35-bis Ord. pen.

    Richiamato nel contesto delle norme che regolano misure restrittive del trattamento, posto in relazione alla disciplina del regime differenziato e alle limitazioni che ne possono scaturire.

  • art. 41-bis Ord. pen.

    Fornisce la cornice delle limitazioni speciali del regime differenziato finalizzate a impedire comunicazioni illecite con l'esterno; autorizza restrizioni che giustificano controlli sui dispositivi ma richiede comunque valutazioni proporzionate e verifiche sull'esigibilita degli oneri organizzativi.

  • art. 3 Cost.

    Principio di uguaglianza e divieto di discriminazioni: la Corte segnala la necessità di evitare disparità di trattamento tra detenuti nella stessa situazione, richiedendo motivazioni adeguate per differenze di decisione.

  • art. 27 Cost.

    Rilevanza dei principi costituzionali sul trattamento della pena e sulla dignità della persona detenuta; confronto tra esigenze di sicurezza e diritti residui del detenuto.

  • art. 40 DPR 30/06/2000 n. 230

    Norma amministrativa che originariamente menziona l'uso di dispositivi come i CD per lavoro, studio o consultazioni giudiziarie; la Corte osserva che tale formulazione, pur storicamente datata, non impedisce un utilizzo esteso per finalità ricreative, previa valutazione di sicurezza.

  • Circolare DAP n. 3676/6126 del 2/10/2017

    Atto amministrativo richiamato dal Tribunale per motivare il divieto; la Corte ritiene che l'adesione alla circolare non possa sostituire una verifica concreta e motivata sull'esigibilita degli oneri organizzativi necessari per mettere in sicurezza dispositivi e supporti.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez.1, n. 29819 del 25/06/2021 Ferraro; Sez.1, n. 43484 del 30/09/2021 Rv. 282213-01; Sez.1, n. 49280 del 28/09/2022 Rv. 283819-01)

    Orientamenti che affermano che non vi è un divieto assoluto all'uso di CD/lettori e che l'amministrazione deve adottare protocolli di controllo e verificare l'impatto organizzativo delle misure; il contrassegno SIAE non esime dai controlli sul contenuto.

Massime di principio

  • L'autorizzazione all'uso di lettori CD e CD musicali per detenuti sottoposti al regime 41-bis non è vietata in via assoluta: va effettuato un bilanciamento tra il diritto al trattamento e le esigenze di sicurezza.
  • La direzione dell'istituto può legittimamente negare l'uso se dimostra che i controlli tecnici e organizzativi necessari sono sproporzionati o inesigibili; tuttavia tale scelta richiede adeguata istruttoria e motivazione.
  • Il riferimento a circolari o linee guida amministrative non sostituisce l'obbligo del giudice di accertare concretamente l'impatto organizzativo e l'esigibilità degli adempimenti richiesti all'amministrazione penitenziaria.
  • La mera presenza del contrassegno SIAE o di altri marchi non garantisce la sicurezza del contenuto; sono necessarie verifiche sui supporti e sul dispositivo di lettura.
  • Eventuali disparità di trattamento tra detenuti nella stessa sezione devono essere motivate: il giudice deve verificare e giustificare differenze di posizione per rispettare il principio di uguaglianza.
  • Nei casi in cui si autorizzi l'uso, è opportuno che l'amministrazione adotti protocolli organizzativi specifici (procedure di controllo, messa in sicurezza dei dispositivi, risorse umane dedicate) e che tali protocolli siano valutati dal giudice in sede di reclamo.

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