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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37640/2025 del 18/11/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

I ricorrenti impugnano l'ordinanza che ha confermato la misura cautelare dell'obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per il reato di illecita detenzione di sostanza stupefacente (hashish). Denunciano: a) omissione di considerazione dell'annullamento del sequestro del denaro; b) mancata valutazione della loro attività lavorativa e della condizione di abituali assuntori (documentata, per Ciari, da certificato SERT); c) mancata valutazione del rinvenimento di un "grinder"; e, più in generale, carenza di motivazione circa la sussistenza delle esigenze cautelari, avendo il Tribunale valorizzato la gravità del fatto e l'abitualità del consumo senza considerare elementi contrari come l'attività lavorativa.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto fondato il primo motivo: non sono stati individuati elementi idonei a fondare la qualificata probabilità che la sostanza fosse destinata allo spaccio. La quantità e la modalità di presentazione (sei dosi per Ciari, un panetto da 100 g per Vezzosi), tenuto conto della loro dipendenza da hashish e in assenza di altri elementi sintomatici, risultano compatibili con il consumo personale. Perciò la Corte ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata e l'ordinanza genetica del G.I.P. di Prato del 30 maggio 2025, dichiarando cessata l'efficacia della misura cautelare in esecuzione.

Norme richiamate

  • art. 626 cod. proc. pen.

    Manda alla Cancelleria per gli adempimenti di cui all'art. 626 cod. proc. pen.

    Norma richiamata per gli adempimenti amministrativi successivi alla declaratoria di cessazione dell'efficacia della misura; non è stata utilizzata per motivare il merito della decisione sulle esigenze cautelari

Massime di principio

  • La mera detenzione di stupefacente, anche in quantità non irrilevante, non è di per sé indice sufficiente di destinazione allo spaccio: occorrono elementi sintomatici (es. frazionamento finalizzato alla cessione, bilancini, materiale per il confezionamento, ingenti somme di denaro, contatti o informazioni sulla rete di spaccio) per fondare misure cautelari restrittive per la destinazione alla cessione
  • La condizione di abituale assuntore e la documentazione sanitaria (es. certificati SERT) devono essere adeguatamente valutate e possono rendere compatibile una quantità trovata con il consumo personale, riducendo la probabilità che si tratti di spaccio
  • Elementi isolati come la presenza di un "grinder" non sono risolutivi: vanno considerati nel contesto complessivo e integrati da altri indizi probatori
  • L'attività lavorativa e altre circostanze personali rilevanti devono essere prese in considerazione nella valutazione del pericolo di reiterazione o di fuga e nella scelta e proporzionalità della misura cautelare
  • Se non occorrono ulteriori accertamenti di fatto, la Cassazione può annullare senza rinvio le ordinanze cautelari quando ritiene insufficienti gli elementi indiziari a carico dell'imputato
  • Spetta all'autorità inquirente fornire un quadro indiziario concreto e qualificato per giustificare misure cautelari basate sulla destinazione allo spaccio; in sua assenza la misura non può essere legittimamente confermata

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