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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42901/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Alì ha impugnato la sentenza di secondo grado lamentando carenza o manifesta illogicità della motivazione riguardo al diniego dell'esclusione della recidiva reiterata e alla mancata applicazione delle attenuanti generiche nella massima estensione. Sosteneva che la recidiva non fosse adeguatamente motivata e che la pena dovesse essere ridotta al minimo edittale tenuto conto della risalenza dei precedenti, della confessione e della difficile situazione economica.

La decisione

La Corte di cassazione ha dichiarato il motivo in parte inammissibile con riferimento alla contestazione sulla recidiva, ritenendo che la recidiva fosse stata considerata subvalente dalla Corte d'appello e non avesse inciso sulla quantificazione della pena. Tuttavia ha censurato la motivazione della Corte di appello circa l'entità della pena pecuniaria, rilevando che, avendo il giudice fissato la pena detentiva vicino al minimo edittale e applicato una sanzione pecuniaria sensibilmente elevata, occorreva una motivazione più approfondita. Per tale motivo la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente al trattamento sanzionatorio e il giudizio è stato rinviato a diversa sezione della Corte di appello di Palermo per nuovo esame della determinazione della pena.

Norme richiamate

  • art. 625 cod. pen.

    Norma che punisce il furto; la condanna riguarda il reato di furto aggravato per essersi impossessato delle offerte in una chiesa.

  • art. 61 cod. pen., n. 5

    Richiamata come circostanza aggravante applicata in primo grado; la Corte d'appello ha comunque valutato il complesso delle circostanze con prevalenza delle attenuanti generiche.

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul bilanciamento fra aggravanti e attenuanti; la Corte d'appello ha esteso il bilanciamento anche alla recidiva reiterata, prima esclusa, ma ne ha ritenuto la subvalenza rispetto alle attenuanti generiche.

  • Giurisprudenza: Sez. 3, n. 25556 del 05/04/2019 (Leone), Rv. 276010

    Principio richiamato: quando per la stessa violazione sono previste pene congiunte e il giudice fissa la pena detentiva vicina al minimo edittale ma irroga una sanzione pecuniaria significativamente superiore al medio edittale, occorre motivare diffusamente la scelta per consentire la comprensione del procedimento logico-giuridico seguito.

Massime di principio

  • Se la recidiva viene ritenuta subvalente rispetto alle attenuanti e non incide sulla misura della pena, il ricorrente può essere privo di interesse a censurarne l'applicazione.
  • Quando si infliggono pene congiunte (detentiva e pecuniaria) e la distribuzione delle gravosità è squilibrata rispetto ai parametri edittali, il giudice deve fornire una motivazione ampia e specifica per la scelta della sanzione pecuniaria.
  • La mancata esplicitazione dell'entità della riduzione per attenuanti o della motivazione relativa alla fissazione della multa può comportare l'annullamento parziale della sentenza e il rinvio per rideterminazione del trattamento sanzionatorio.
  • Il vizio di motivazione relativo alla determinazione della pena non implica automaticamente l'accoglimento totale del ricorso: la Cassazione può annullare solo la parte sanzionatoria e rimandare la rivalutazione a un giudice di merito.

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