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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42905/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione della declaratoria di prescrizione per reati edilizi e paesaggistici (art. 44, lett. c, DPR 380/2001 e art. 181 d.lgs. 42/2004). Il ricorrente censurava l'interpretazione del giudice di merito che aveva fatto decorrere il termine di prescrizione dalla scadenza dell'autorizzazione stagionale (dies a quo = data di scadenza dell'autorizzazione), sostenendo invece che, trattandosi di contravvenzione a carattere permanente collegata alla mancata rimozione delle opere, il dies a quo dovesse essere individuato nella data dell'effettiva rimozione (non avvenuta nel caso fino al 2020), con conseguente mancata maturazione della prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso ritenendolo infondato. Ha confermato il principio secondo cui, nel caso di installazione legittima per esigenze stagionali non rimossa alla scadenza dell'autorizzazione, i reati di cui all'art. 44, comma 1, lett. c), DPR 380/2001 e art. 181, comma 1, d.lgs. 42/2004 si consumano istantaneamente alla scadenza del termine fissato dall'autorizzazione. Ne consegue che la prescrizione può decorrere da tale data e la sentenza di merito che dichiarava l'estinzione per prescrizione è stata mantenuta.

Norme richiamate

  • art. 44, comma 1, lett. c), d.P.R. 6 giugno 2001, n. 380

    Il reato relativo alla mancata rimozione di manufatti autorizzati per uso stagionale si considera consumato alla scadenza del termine dell'autorizzazione; è un reato istantaneo che si perfeziona con la mancata rimozione nel termine stabilito

  • art. 181, comma 1, d.lgs. 21 gennaio 2004, n. 42

    Analogamente alla disciplina edilizia, l'illecito paesaggistico per opere non rimosse alla scadenza dell'autorizzazione si perfeziona alla scadenza del termine autorizzatorio e non per la mera protrazione temporale dell'omissione

  • art. 110 e art. 81 cod. pen. (richiamati nell'imputazione)

    Presenza di concorso di persone e di eventuale continuazione di fattispecie; tuttavia la Corte ha deciso in base alla natura istantanea del fatto di cui alle norme speciali richiamate

Massime di principio

  • Per opere autorizzate a tempo (es. strutture stagionali), il momento consumativo del reato è la scadenza del termine autorizzatorio: la prescrizione può decorrere da quella data anche se la rimozione avviene successivamente o non avviene affatto
  • Non sempre la mera protrazione di un'omissione configura una condotta permanente che fa decorrere la prescrizione dal momento della rimozione: la giurisprudenza prevalente qualifica questi illeciti come istantanei alla scadenza dell'autorizzazione
  • Nel caso di interventi realizzati senza permesso o in totale difformità dal permesso, invece, la consumazione può coincidere con il completamento materiale dei lavori; occorre distinguere la fattispecie concreta
  • Per valutare la decorrenza della prescrizione è fondamentale esaminare il contenuto e i termini dell'atto amministrativo abilitativo (autorizzazione temporanea) e la qualificazione giuridica dell'illecito (istante vs permanente)
  • In situazioni analoghe è consigliabile verificare la giurisprudenza di merito e di legittimità applicabile al caso specifico: orientamenti diversi possono incidere sul dies a quo della prescrizione e sull'esito del procedimento

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