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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42911/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso per violazione di legge, ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte di Appello di Trento - Sezione distaccata di Bolzano per il relativo giudizio, ritenendo applicabile l'art. 569, quarto comma, c.p.p. nel caso di impugnazione "per saltum".

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il Pubblico Ministero impugnava la sentenza del Tribunale di Bolzano che aveva dichiarato "non doversi procedere" nei confronti di Elia Ghiozzi per estinzione del reato per remissione di querela; il ricorso deduceva che il reato (art. 167 d.lgs. 196/2003) è procedibile d'ufficio e quindi la remissione della querela della parte offesa non poteva determinare l'improcedibilità o l'estinzione del reato.

Norme richiamate

  • art. 167 d.lgs. 196/2003

    Il reato di cui all'art. 167 è stato ritenuto procedibile d'ufficio; pertanto la remissione della querela non determina l'estinzione del reato né legittima una pronuncia di non doversi procedere basata sulla remissione.

  • art. 129 c.p.p.

    La sentenza impugnata aveva motivato la non procedibilità facendo riferimento a questo articolo (pronuncia legata alla remissione di querela), ma la Corte ha ritenuto che tale pronuncia non fosse applicabile al reato procedibile d'ufficio.

  • art. 569, quarto comma, c.p.p.

    art. 569 quarto comma cod. proc. pen.

    Regola la trasmissione degli atti al giudice competente per l'appello nel caso di impugnazione "per saltum"; la Cassazione l'ha applicata per inviare gli atti alla Corte d'Appello di Trento - Sezione distaccata di Bolzano.

  • principio della procedibilità d'ufficio

    Principio generale secondo cui, salvo i casi tassativi previsti dalla legge per la procedibilità a querela, i reati sono procedibili d'ufficio; la Corte lo ha richiamato per escludere l'effetto estintivo della remissione di querela sul reato in questione.

  • Sez. U, Ordinanza n. 3512 del 28/10/2021 (Lafleur)

    Ordinanza n. 3512 del 28/10/2021

    Giurisprudenza richiamata dalla Corte per motivare l'applicabilità della procedura di trasmissione degli atti prevista dall'art. 569 c.p.p. nel caso di impugnazione per saltum.

Massime di principio

  • Quando un reato è procedibile d'ufficio, la remissione della querela da parte della persona offesa non estingue il reato né legittima una pronuncia di non doversi procedere basata sulla sola remissione.
  • Il giudice di merito non può dichiarare l'improcedibilità o l'estinzione del reato per remissione di querela se la normativa non prevede espressamente tale effetto per quel tipo di reato.
  • Il pubblico ministero può impugnare in Cassazione decisioni che errano nell'applicazione della distinzione tra reati procedibili a querela e reati procedibili d'ufficio; la Cassazione può annullare la decisione e disporre la trasmissione al giudice competente per l'appello.
  • In caso di impugnazione "per saltum" (ricorso che salta il grado d'appello), se la Cassazione annulla senza rinvio può comunque disporre la trasmissione degli atti al giudice competente per l'appello ai sensi dell'art. 569 c.p.p.
  • Prima di valutare l'effetto di una remissione di querela, verificare sempre la natura della procedibilità del reato (a querela o d'ufficio) e le specifiche previsioni normative che disciplinano l'estinzione del reato.

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