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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 42902/2022 del 11/11/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso articolato in due motivi: 1) violazione dell'art. 597 cod. proc. pen. e carenza di motivazione rispetto alla sussistenza del dolo specifico (finalità di arrecare pregiudizio ai creditori) per le condotte di bancarotta fraudolenta documentale contestate ai capi a) e b); si deduceva che le scritture erano tenute solo parzialmente e che, per le garanzie patrimoniali fornite dall'imputato e dai familiari, i creditori non avevano subito danno. 2) carenza di motivazione e inosservanza della prova in ordine alle condotte di bancarotta fraudolenta patrimoniale (capo a): la Corte non avrebbe adeguatamente valutato o motivato il disconoscimento delle deposizioni dei testi di parte (Gatto, Merenda) che sostenevano la diversa destinazione delle somme e delle rimanenze, né avrebbe dato adeguata spiegazione circa il dolo richiesto per le distrazioni contestate (es. somma di euro 280.688,18 e somme ricevute da Quintino Fiore).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il primo motivo: ha ritenuto che, ove risulti che le scritture contabili siano state tenute in modo tale da rendere impossibile la ricostruzione del movimento degli affari o del patrimonio, è sufficiente il dolo generico per integrare il reato di bancarotta fraudolenta documentale (art. 216 l. fall.), rendendo irrilevante la mancata motivazione sul dolo specifico. Il secondo motivo è stato invece accolto: la Corte d'appello non ha adeguatamente motivato il disconoscimento delle testimonianze che avrebbero potuto dimostrare la diversa destinazione delle somme/rimanenze; la testimonianza ha valore probatorio pieno e non richiede sempre riscontri documentali. Sussistendo tali profili e non essendo manifestamente infondati i rilievi, la Cassazione ha rilevato d'ufficio che i reati contestati con riferimento al fallimento della Erroi Costruzioni e Servizi s.r.l. si sono estinti per prescrizione (fallimento 3/7/2009; termine massimo calcolato e sospensioni portano all'estinzione il 19/8/2022). Perciò la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio limitatamente ai reati di bancarotta relativi a quel fallimento e annullata con rinvio per nuovo esame in ordine al trattamento sanzionatorio risultante dall'estinzione di tali reati.

Norme richiamate

  • r.d. n. 267 del 1942, art. 216

    art. 216, comma 1, n. 2 (bancarotta fraudolenta documentale)

    La Corte ha richiamato la distinzione tra le ipotesi alternative previste dall'art. 216: la tenuta delle scritture in modo da rendere impossibile la ricostruzione del patrimonio (reato a dolo generico) è autonoma rispetto alla sottrazione/occultamento fisico dei libri (che può richiedere dolo specifico); accertata la prima ipotesi, non è necessario provare il dolo specifico della seconda.

  • r.d. n. 267 del 1942, art. 219

    art. 219, primo comma, n. 1 (aggravante contestata ma non applicata)

    La mancata applicazione dell'aggravante ha inciso sul calcolo del termine di prescrizione (determinando il termine massimo di prescrizione applicabile).

  • codice di procedura penale, art. 597

    art. 597 cod. proc. pen. (omessa considerazione di motivi di appello)

    Il ricorrente lamentava omissione della valutazione dei motivi di appello; la Cassazione ha ritenuto irrilevante tale censura in relazione al dolo specifico quando il reato è integrato dalla condotta alternativa fondata sul dolo generico.

  • codice di procedura penale, art. 606

    art. 606, comma 1, lett. b) ed e) (motivazioni di cassazione)

    Norma che individua i motivi di ricorso; la Corte ha esaminato i motivi riferiti alla carenza di motivazione e alla valutazione della prova e li ha ritenuti in parte fondati (soprattutto sul piano probatorio delle testimonianze).

  • codice di procedura penale, art. 129

    art. 129, comma 1 (estinzione del reato per prescrizione e rilevazione d'ufficio)

    La Corte ha rilevato d'ufficio la prescrizione dei reati relativi al fallimento del 2009, calcolando il termine massimo applicabile e le sospensioni, e ha annullato la sentenza limitatamente a quegli illeciti per estinzione della pena.

Massime di principio

  • Nel reato di bancarotta fraudolenta documentale, le fattispecie previste possono essere alternative: la tenuta delle scritture in modo da impedire la ricostruzione del patrimonio integra il reato con dolo generico, per cui non è sempre necessario provare il dolo specifico di arrecare danno ai creditori.
  • Le deposizioni testimoniali hanno valore probatorio pieno; l'assenza di riscontri documentali non impone automaticamente la loro esclusione, ma il giudice deve motivare con chiarezza le ragioni per cui le ritiene inattendibili.
  • Se la ricostruzione contabile è parziale o incompleta, non si può automaticamente presumere la destinazione distrattiva dei beni: la difesa può far valere testimonianze o altre prove che dimostrino diversa destinazione e il giudice deve valutare e motivare compiutamente tale prova.
  • Quando, a seguito di rilievi sulla prova o sulla motivazione, emergono profili che rendono non manifestamente infondati i motivi di ricorso, la Corte può rilevare d'ufficio la prescrizione e annullare i capi estinti senza rinvio; ciò comporta la necessità di ricalcolare il trattamento sanzionatorio residuo.
  • In impugnazione e in cassazione il giudice è tenuto a fornire un iter logico-giuridico comprensibile: se rigetta o svaluta prove di parte (es. testimonianze) deve indicare le ragioni concrete della non credibilità o dell'insufficienza probatoria.

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