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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 35677/2025 del 31/10/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso contro l'ordinanza di conferma degli arresti domiciliari per il reato previsto dall'art. 73 d.lgs. 9 ottobre 1990, n. 309. La difesa ha articolato quattro motivi: 1) insufficienza di gravi indizi di colpevolezza, sostenendo che le intercettazioni e le conversazioni (22/3/2022; presunta cessione 24/3/2022; incontro 17/4/2022) sono generiche e prive di riscontri oggettivi (sequestri, foto, pedinamenti) e non dimostrano il concorso di Aldo nelle condotte attribuite al fratello Elton; 2) difetto di attualità e concretezza del pericolo di reiterazione, posto che la condanna successiva (ottobre 2022) è stata scontata con affidamento in prova e liberazioni anticipate, e l'indagato ha lavoro e famiglia stabili; 3) violazione dell'art. 275 c.p.p. per mancata valutazione di misure meno afflittive e motivazione apodittica sulla necessità di recidere legami con il narcotraffico; 4) vizio di motivazione sul carattere di "offerta" delle frasi attribuite ad Aldo e travisamento dei dati relativi all'incontro del 17/4/2022. La Procura generale aveva chiesto il rigetto del ricorso.

La decisione

La Corte ha ritenuto infondati i motivi relativi alla gravità indiziaria e alla qualificazione giuridica del fatto (primo e quarto motivo), richiamando i limiti del sindacato di legittimità e confermando che i giudici di merito avevano adeguatamente motivato l'apprezzamento degli elementi, valorizzando l'intervento di Aldo il 17/4/2022 e la frase di disponibilità. Tuttavia il terzo motivo (esigenze cautelari) è stato ritenuto fondato: la motivazione del Tribunale del riesame è stata giudicata apodittica e circolare, con omessa considerazione adeguata dell'esito positivo dell'affidamento in prova e degli elementi che attenuano la prognosi di reiterazione (attualità e concretezza). Per tali ragioni la Corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha rinviato il procedimento al Tribunale di Roma per nuovo giudizio sulle esigenze cautelari.

Norme richiamate

  • art. 73 d.lgs. 9 ottobre 1990, n. 309

    Norma che punisce il traffico e la detenzione di sostanze stupefacenti; il reato contestato al ricorrente è stato inquadrato in base a tale disposizione.

  • art. 274 cod. proc. pen.

    Richiama il principio secondo cui la valutazione del pericolo di reiterazione deve basarsi su elementi di attualità e concretezza; la Corte ha richiamato la necessità di questa valutazione nella decisione sulle esigenze cautelari.

  • art. 275 cod. proc. pen.

    Impegna il giudice a motivare l'adeguatezza e la proporzionalità della misura cautelare e a valutare misure meno afflittive; la Corte ha ritenuto che il riesame avesse motivato in modo apodittico senza valutare alternative.

  • Cass. Sez. U., n. 22471 del 26/02/2015 (Sebbar)

    Definizione giurisprudenziale di "offerta" di droga: è sufficiente la manifestazione di disponibilità collegata a una effettiva possibilità di procurare lo stupefacente, anche se non attuale; la Corte di merito ha fatto riferimento a questo principio per ritenere seria e concreta l'offerta attribuita ad Aldo.

  • Cass. Sez. U., n. 11 del 22/03/2000 (Audino)

    Limiti del sindacato di legittimità sulle decisioni in fatto: l'appello in sede di legittimità verifica principalmente la congruenza motivazionale e non riapprezza liberamente le prove; la Corte ha richiamato questo principio nel rigetto parziale del ricorso.

  • Cass. Sez. 1, n. 37588 del 18/06/2014 (Amaniera)

    Principio secondo cui il giudice dell'impugnazione non è obbligato a rispondere a ogni singola deduzione difensiva; la Corte l'ha utilizzato per giustificare l'assenza di replica puntuale del giudice del riesame ad alcune eccezioni difensive.

  • Cass. Sez. 6, n. 43114 del 26/09/2013

    Richiama che la mera contiguità familiare o ambientale non è di per sé sufficiente a fondare la gravità indiziaria; la difesa aveva richiamato questo principio, ma la Corte ha ritenuto che il giudice di merito avesse comunque fornito valutazioni congrue.

Massime di principio

  • Per ritenere sussistenti "gravi indizi" non è sufficiente la sola contiguità familiare o la presenza in conversazioni generiche: servono elementi di riscontro oggettivi o indici che rendano concreta e attuale la disponibilità a procurare stupefacenti.
  • La qualificazione dell'atteggiamento come "offerta" di droga può essere riconosciuta anche quando l'agente manifesta disponibilità, purché detta manifestazione sia collegata a una effettiva possibilità di procurare o smistare la sostanza in tempi ragionevoli (principio Cass. Sez. U. 26/02/2015).
  • Nella valutazione delle esigenze cautelari il giudice deve motivare l'attualità e concretezza del pericolo di reiterazione, prendendo in considerazione eventi successivi, l'esito di misure alternative (es. affidamento in prova) e segni di reale reinserimento sociale; l'omessa valutazione di questi elementi può portare all'annullamento dell'ordinanza cautelare.
  • Prima di disporre misure restrittive, il giudice deve valutare la proporzionalità e l'adeguatezza e motivare perché misure meno afflittive non siano idonee.
  • In sede di sindacato di legittimità l'esame è limitato alla verifica della congruità e logicità della motivazione: non è permesso il libero riesame probatorio, ma il vizio motivazionale o la mancata considerazione di elementi rilevanti sulle esigenze cautelari possono comunque determinare l'annullamento del provvedimento.

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