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Sentenza

Sentenza n. 6477/2026 - Consiglio Di Stato, Sezione 7

per la riforma della sentenza del Tribunale amministrativo regionale per il Lazio, Sezione staccata di Latina (Sezione II) n. 757/2023

Giustizia amministrativa202404023

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
Consiglio di Stato, Sez. VIISentenzaAzione di annullamento

Atto impugnato: Ordinanza comunale che ha respinto l’istanza di accertamento di conformità relativa a tamponatura esterna di portico e veranda, piano seminterrato e scala, e ha ingiunto la demolizione delle opere abusive

Esito

RIGETTO

Favorevole al resistente (comune)

Prevale l’amministrazione

La controversia

Il ricorrente ha impugnato la sentenza del TAR Lazio, Sezione staccata di Latina, che aveva respinto il ricorso contro l’ordinanza comunale. Con il primo motivo ha dedotto error in iudicando, violazione dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, omessa istruttoria e violazione dell’art. 97 Cost., sostenendo che il Comune, mentre era pendente la domanda di accertamento di conformità presentata nel 2014, non avrebbe potuto cumulare nello stesso atto il diniego di sanatoria e l’ingiunzione di demolizione, dovendo adottare provvedimenti distinti. Con il secondo motivo ha contestato la valutazione di insufficienza della documentazione integrativa, la ritenuta legittimità della somma richiesta a titolo di oblazione e la mancata considerazione della conformità della scala al titolo edilizio esistente. Con il terzo motivo ha ribadito il carattere pertinenziale delle opere, sostenendo che esse non necessitassero di permesso di costruire. Il Comune non si è costituito né in primo grado né in appello.

La decisione

Il Consiglio di Stato ha respinto integralmente l’appello e confermato la sentenza del TAR. Ha ritenuto legittimo che il Comune abbia deciso, nello stesso atto, dapprima sulla domanda di accertamento di conformità e poi abbia ingiunto la demolizione, poiché i due contenuti si sono succeduti secondo un ordine logico e senza interferenze: il diniego della sanatoria, fondato tra l’altro sulla mancata integrazione documentale, sul mancato ripristino del porticato secondo i titoli precedenti, sulla mancata dimostrazione della doppia conformità e sull’omessa prova dell’epoca dei lavori, rendeva definitivamente abusive le opere e imponeva il ripristino. L’ordine di demolizione è stato qualificato come atto vincolato nell’an e nel quomodo in assenza dei presupposti per la sanabilità. Il Collegio ha inoltre ritenuto corretta la valutazione unitaria delle opere: tamponature, veranda, piano seminterrato e scala dovevano essere considerate nel loro complesso, poiché avevano determinato ampliamento dei volumi abitativi e una rilevante trasformazione del territorio; non era possibile isolare la scala, anche se astrattamente conforme, in quanto funzionale al collegamento con un vano abusivo. Le censure sulle somme richieste a titolo di oblazione sono state giudicate generiche e comunque non decisive, poiché il mancato pagamento non era stato posto dal Comune a fondamento del diniego. È stata ribadita la necessità della doppia conformità ai fini dell’accertamento di conformità e il principio secondo cui, durante la pendenza della domanda di sanatoria, l’ordinanza di demolizione resta efficace, sebbene temporaneamente paralizzata. Infine, è stata esclusa la natura pertinenziale delle opere, in ragione delle loro dimensioni, della funzione e dell’autonoma potenziale utilizzazione. Nulla è stato disposto sulle spese del grado, stante la mancata costituzione del Comune.

Norme richiamate

  • art. 36 d.P.R. n. 380/2001

    Il permesso di costruire in sanatoria, ai sensi dell’art. 36 del d.P.R. n. 380/2001, è subordinato alla c.d. doppia conformità, vale a dire la conformità alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione dell’intervento, sia al momento della presentazione della domanda.

    L’accertamento di conformità richiede la verifica della conformità urbanistica ed edilizia dell’intervento sia al momento della realizzazione sia al momento della domanda; in mancanza dei presupposti, il diniego della sanatoria legittima il successivo ordine di demolizione.

  • art. 97 Cost.

    Il richiamo al principio di buon andamento è stato ritenuto non idoneo a dimostrare l’illegittimità dell’operato comunale, giudicato coerente e ragionevole.

  • art. 22, comma 2, lett. a), legge regionale n. 15/2008

    Le doglianze relative alla somma richiesta a titolo di oblazione sono state ritenute generiche e non decisive, anche perché il mancato versamento non costituiva il fondamento del diniego di sanatoria.

Massime di principio

  • Il diniego dell’accertamento di conformità può essere contenuto nello stesso provvedimento con cui è ingiunta la demolizione, purché l’amministrazione decida logicamente e previamente sulla sanabilità dell’intervento e ordini la demolizione solo dopo avere escluso la sussistenza dei presupposti della sanatoria.
  • L’accertamento di conformità edilizia ai sensi dell’art. 36 d.P.R. n. 380/2001 richiede la doppia conformità dell’intervento alla disciplina urbanistica ed edilizia vigente sia al momento della realizzazione sia al momento della presentazione della domanda.
  • In presenza di una pluralità di opere abusive, la legittimità edilizia deve essere valutata considerando l’intervento nel suo complesso e nel suo impatto unitario sul territorio; non è consentito scomporre l’opera in singoli elementi per sottrarne alcuni alla sanzione demolitoria.
  • La pendenza di una domanda di accertamento di conformità non rende inefficace l’ordinanza di demolizione, ma ne determina soltanto una temporanea paralisi fino alla definizione della domanda; il diniego della sanatoria consente quindi l’esecuzione del ripristino.
  • La pertinenza urbanistica riguarda opere di modesta entità e accessorie rispetto all’opera principale; sono invece soggetti a titolo edilizio i manufatti dimensionalmente e funzionalmente autonomi, dotati di potenziale attitudine a una diversa e specifica utilizzazione.

Come è indicizzato

MaterieSanatoria e condono edilizioAbusi edilizi e sanzioniQualificazione degli interventi
RamiEdiliziaProcedimento amministrativo
SottomaterieOrdinanza di demolizione
IstitutiDiscrezionalità amministrativa e tecnicaDifetto di istruttoriaProporzionalità e ragionevolezza

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