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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 31528/2022 del 23/08/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti sono stati imputati per il reato previsto dall'art. 316-ter c.p. per aver attestato falsamente, mediante autocertificazioni e dichiarazioni congiunte, che l'immobile sito in L'Aquila in via Cola dell'Amatrice, dichiarato inagibile dopo il sisma del 6.4.2009, fosse la loro abitazione principale, mentre in realtà la dimora e l'abitazione principale della famiglia erano in via San Giuliano. Con dichiarazioni successive hanno altresì indicato che l'immobile di via San Giuliano fosse adibito ad attività produttiva. Sulla base di tali attestazioni hanno ottenuto contributi pubblici per l'acquisto di una nuova unità immobiliare per un importo complessivo di circa 388.544 euro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi, confermando la sentenza della Corte d'Appello di L'Aquila che aveva condannato Leone e Caruso per il reato di cui all'art. 316-ter c.p. Ha ritenuto provata la falsità delle dichiarazioni e la responsabilità concorrente di entrambi gli imputati. È stata confermata la confisca della somma di circa 388.544 euro e disposta la condanna dei ricorrenti al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro a testa in favore della Cassa delle ammende.

Norme richiamate

  • art. 316-ter cod. pen.

    La norma è stata interpretata come applicabile alle autocertificazioni e dichiarazioni con le quali si attestano dati falsi al fine di ottenere contributi pubblici per la ricostruzione; il fatto integrativo del reato si realizza quando le attestazioni risultano mendaci e determinano l'erogazione di somme pubbliche

Massime di principio

  • Le autocertificazioni e le dichiarazioni utilizzate per ottenere contributi pubblici, se false e idonee a determinare l'erogazione, integrano il reato previsto dall'art. 316-ter c.p.
  • La responsabilità può essere concorrente anche quando uno dei coniugi presenta la richiesta e l'altro sottoscrive dichiarazioni o beneficia del contributo; l'assenza di partecipazione formale va provata concretamente
  • In Cassazione i motivi devono confrontarsi dettagliatamente con la motivazione di merito: censure generiche o richieste di riconsiderazione dei fatti sono inammissibili
  • La confisca delle somme percepite come profitto del reato può essere disposta anche se è stato contestato il sequestro per equivalente, purché risulti provato il nesso tra il reato e il profitto
  • Se si contesta la qualificazione dei luoghi (residenza vs domicilio vs uso professionale), occorre fornire elementi probatori chiari in grado di alterare la valutazione dei giudici di merito; mere contestazioni interpretative della modulistica non sono sufficienti
  • Per difendersi efficacemente in casi simili è importante documentare la concreta dimora e l'uso dell'immobile, conservare la prova che le dichiarazioni erano fondate su interpretazioni ragionevoli della normativa e contestare puntualmente la valutazione probatoria del giudice di merito

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