Sentenza n. 3033/2026 - Milano, Sezione 3
per l'ottemperanza alla sentenza n. 30/2025 del Tribunale di Milano Sezione Lavoro,
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeAtto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, che aveva riconosciuto il beneficio della Carta Docente per l'anno scolastico 2022/2023
Esito
Favorevole al ricorrente (docente)
Prevale il privato
La controversia
La ricorrente ha agito per l'ottemperanza alla sentenza n. 30/2025 del Tribunale di Milano, Sezione Lavoro, passata in giudicato e notificata al Ministero il 30 aprile 2025. La sentenza aveva condannato il Ministero ad attribuire alla ricorrente il beneficio economico di 500 euro annui mediante la Carta Docente per l'anno scolastico 2022/2023, nel rispetto dei vincoli di legge. Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto dall'art. 14 del d.l. 669/1996, l'Amministrazione non aveva eseguito il pagamento, neppure parzialmente. La ricorrente ha quindi chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'ordine di erogazione della Carta Docente, la nomina di un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inadempimento e la condanna alle spese. Il Ministero si è costituito con una memoria di stile, senza contestare l'esistenza o l'entità del credito né fornire indicazioni sull'esecuzione della sentenza.
La decisione
Il TAR ha accolto il ricorso, accertando l'inottemperanza del Ministero rispetto alla sentenza passata in giudicato. Ha ritenuto decorso il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento e ha rilevato che il Ministero non aveva effettuato alcun pagamento, né contestato il credito nell'an o nel quantum. Ha ordinato al Ministero di effettuare integralmente il pagamento dovuto entro 90 giorni dalla pubblicazione della sentenza. Per l'eventuale ulteriore inadempimento ha nominato sin d'ora commissario ad acta il Direttore della Ragioneria territoriale dello Stato di Milano, con facoltà di delega, stabilendo che il commissario dovrà provvedere entro 60 giorni dalla comunicazione dell'inottemperanza, a cura della ricorrente, con spese a carico dell'Amministrazione inadempiente. Il Ministero è stato inoltre condannato alle spese di lite, liquidate in 500 euro oltre accessori, con distrazione in favore dei difensori antistatari.
Norme richiamate
Costituisce la base processuale dell'azione di ottemperanza e consente al giudice amministrativo di accertare l'inottemperanza al giudicato e impartire le misure necessarie per l'esecuzione.
art. 14 d.l. 31 dicembre 1996, n. 669, convertito dalla l. 28 febbraio 1997, n. 30
Prevede il termine dilatorio di 120 giorni per l'adempimento delle condanne pecuniarie nei confronti delle amministrazioni pubbliche; decorso tale termine senza pagamento, può essere azionata l'ottemperanza.
art. 1, comma 121, l. 13 luglio 2015, n. 107
È la disposizione richiamata nel titolo esecutivo quale fondamento del beneficio economico annuale di 500 euro attribuito tramite la Carta Docente.
Massime di principio
- Decorso il termine dilatorio di 120 giorni previsto per l'adempimento delle condanne pecuniarie a carico delle pubbliche amministrazioni, il creditore può promuovere il giudizio di ottemperanza se l'Amministrazione non ha eseguito il titolo giudiziale.
- Nel giudizio di ottemperanza, la mancata contestazione da parte dell'Amministrazione costituita dell'esistenza e dell'entità del credito, unitamente alla documentazione attestante l'omesso pagamento, consente di accertare l'inottemperanza al giudicato.
- Accertata l'inottemperanza a una sentenza di condanna pecuniaria, il giudice può assegnare all'Amministrazione un termine per l'adempimento e nominare sin d'ora un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inerzia.
- Il commissario ad acta nominato nel giudizio di ottemperanza può essere individuato in un organo o funzionario pubblico, anche con facoltà di delega, precisando termini, attività necessarie e imputazione delle spese a carico dell'Amministrazione inadempiente.
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