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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 37959/2024 del 16/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugna la sentenza d'appello per più censure: (1) carenza di motivazione circa la valutazione dell'avviamento usata dal consulente della curatela, ritenuta erronea e non adeguata al contesto economico locale; (2) illogicità perché la Corte avrebbe considerato solo il prezzo di cessione (€ 21.220,10) senza tener conto dei debiti trasferiti all'acquirente ai sensi dell'art. 2560 c.c.; (3) insufficiente motivazione in relazione ai prelievi effettuati negli anni 2011, 2013 e 2014, con la dedotta confusione tra patrimonio dell'impresa e patrimonio personale dell'imprenditore e la conseguente possibilità che si tratti di spese personali giustificabili o, al più, di bancarotta semplice; (4) assenza di motivazione circa due somme contestate (99.564,00 e 190.000,00 euro) e l'ammanco di € 55.000 di magazzino, che sarebbero riconducibili a errori di scritturazione o a mancati aggiornamenti di magazzino e non a distrazioni di denaro.

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato i primi due motivi e il quarto, confermando la correttezza della valutazione dell'avviamento operata dai giudici di merito (che hanno tenuto conto delle specificità del mercato locale) e richiamando l'irrelevanza ai fini penali del fatto che l'acquirente risponda dei debiti ai sensi dell'art. 2560 c.c. rispetto a una cessione effettuata a prezzo inferiore al valore di mercato. Il terzo motivo è stato ritenuto fondato: la Corte territoriale non ha adeguatamente distinto tra prelievi necessari/giustificati, spese eccessive e condotte dissipative (che comportano diversa qualificazione penale: bancarotta semplice vs fraudolenta). Per tale ragione la sentenza impugnata è stata annullata limitatamente alla contestazione relativa ai prelievi degli anni 2011, 2013 e 2014 e la causa è stata rinviata ad altra sezione della Corte d'Appello di Catanzaro per nuovo esame su quei punti. Le altre contestazioni (cessione a prezzo inferiore in favore di congiunto, ammanchi di cassa e mancanza di merce per € 55.000, anomalie nella scritturazione riferite a € 99.654 e prelievo di € 190.000) sono state ritenute sufficientemente motivate dai giudici di merito e cioè non assorbite dal gravame.

Norme richiamate

  • Codice Civile, art. 2560

    «nel trasferimento di un'azienda commerciale risponde dei debiti suddetti anche l'acquirente dell'azienda, se essi risultano dai libri contabili obbligatori»

    La norma dispone la responsabilità dell'acquirente per i debiti aziendali iscritti, ma la Corte precisa che tale garanzia civilistica non esclude la rilevanza penale di una cessione a prezzo inferiore quale atto distrattivo già consumato.

  • Codice Civile, art. 2082

    «è imprenditore chi esercita professionalmente un'attività economica organizzata al fine della produzione o dello scambio di beni o di servizi»

    Viene richiamata per affermare l'identità tra imprenditore e impresa nell'impresa individuale e la conseguente confusione patrimoniale rilevante nella valutazione delle spese personali rispetto a quelle aziendali.

  • Codice Civile, art. 2740

    Principio della responsabilità patrimoniale generale (tutti i beni dell'obbligato rispondono per i debiti): la corte lo richiama per spiegare il rapporto tra patrimonio personale e aziendale nell'impresa individuale.

  • Legge fallimentare, art. 216

    Norma che punisce la bancarotta fraudolenta patrimoniale (distrazione, occultamento, dissipazione di beni): la Corte la utilizza per qualificare penalmente cessioni di azienda a prezzo inferiore e condotte dissipative.

  • Legge fallimentare, art. 217

    Disciplina la bancarotta semplice (anche per spese personali e familiari eccessive): la sentenza richiama la distinzione tra spese necessarie, spese eccessive e dissipazione, fondamentale per la qualificazione della condotta dell'imprenditore individuale.

Massime di principio

  • La Corte di Cassazione verifica la presenza di un apparato argomentativo logico nei giudizi di merito ma non rifaà la valutazione fattuale: non è possibile richiedere una nuova lettura dei fatti, salvo mancata motivazione o illogicità evidente.
  • La cessione di un'azienda a prezzo notevolmente inferiore al valore di mercato, in favore di un congiunto, può integrare bancarotta fraudolenta patrimoniale indipendentemente dal fatto che l'acquirente assuma i debiti ai sensi dell'art. 2560 c.c.: la garanzia civilistica dell'acquirente è un effetto post factum e non esclude la distrazione.
  • Nell'impresa individuale il patrimonio dell'imprenditore e quello aziendale confluiscono; tuttavia, i prelievi per spese personali non sono automaticamente distrattivi: occorre distinguere tra spese necessarie, spese eccessive (che possono costituire bancarotta semplice) e spese/dissipazioni prive di giustificazione razionale (bancarotta fraudolenta).
  • Per ritenere la distrazione occorre una motivazione che specifichi la natura delle spese e la loro sproporzione rispetto alla condizione economica dell'imprenditore; la mancanza di tale distinzione comporta l'annullamento parziale quando l'accusa si fonda solo su riduzioni del patrimonio senza adeguata analisi delle cause.
  • Anomalie contabili, ammanchi di magazzino o ingiustificate mancanze di liquidità possono legittimamente costituire indici di distrazione, purché i giudici di merito diano adeguata spiegazione e collegamento causale tra le operazioni contestate e l'effettivo depauperamento patrimoniale.
  • In ricorsi per cassazione, i punti su cui si ottiene riforma sono spesso quelli in cui la motivazione dei giudici di merito risulta generica o carente nella distinzione giuridica rilevante (es. tra spese 'eccessive' e 'dissipative').

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