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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 41398/2025 del 23/12/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello che aveva riformato l'assoluzione di primo grado e condannato Falbo per il possesso di armi (due pistole con matricola abrasa, una carabina modificata) e per ricettazione. Il ricorrente deduceva vizio di motivazione e errata applicazione di legge: in particolare mancata forza persuasiva della valutazione d'appello rispetto all'assoluzione del Tribunale, esistenza di una plausibile ipotesi alternativa (ingresso di terzi in un giardino accessibile e casa in ristrutturazione), omissione della rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale e carente motivazione circa la recidiva.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato solo in parte. Ha confermato la condanna per i reati principali contestati ai capi 1, 2 e 3 (possessione e ricettazione) ritenendo legittima la rivalutazione d'appello che ha considerato la prossimità del rinvenimento delle armi e l'ammissione del possesso della carabina. Ha però annullato senza rinvio la sentenza impugnata limitatamente al capo 4 (la contravvenzione), perché il reato era estinto per prescrizione, eliminando la relativa pena. Ha altresì annullato con rinvio la valutazione dell'aggravante della recidiva per carenza motivazionale circa l'idoneità del fatto a integrare la recidiva; su questo punto dovrà pronunciarsi nuovamente la Corte territoriale. La Cassazione ha altresì ritenuto inutile la rinnovazione dell'istruttoria orale poiché l'apprezzamento d'appello si è basato sul medesimo compendio probatorio, richiedendo tuttavia una motivazione rafforzata quando si perviene a conclusioni difformi.

Norme richiamate

  • art.192 cod.proc.pen.

    Il ricorrente denunciava violazione di tale norma per insufficiente motivazione; dalla sentenza emerge che la Cassazione ha valutato la necessità di una motivazione rafforzata da parte del giudice d'appello quando riforma le conclusioni di primo grado, e ha ritenuto che, nel caso concreto, la motivazione fosse adeguata per i capi principali ma carente quanto alla recidiva

  • Giurisprudenza - Sez. IV n.29253 del 05/05/2017 (Rv 270149)

    Se il giudice d'appello riforma la sentenza di primo grado sulla base del medesimo compendio probatorio non è obbligato a rinnovare l'istruttoria ma è tenuto a una motivazione rafforzata

    La Corte ha richiamato questo principio per giustificare l'assenza di rinnovazione dell'istruttoria e per valutare la congruità della motivazione d'appello

Massime di principio

  • La Corte d'appello può riformare un'assoluzione basandosi sullo stesso compendio probatorio senza rinnovare l'istruttoria, ma deve fornire una motivazione rafforzata e puntuale che giustifichi le difformi conclusioni
  • Il rinvenimento ravvicinato di più armi e l'ammissione del possesso di almeno uno degli oggetti possono giustificare un collegamento logico e la responsabilità dell'imputato anche per le altre armi rinvenute nello stesso luogo
  • La conservazione di armi in aree esterne alla casa (es. forno in giardino) non esclude di per sé la responsabilità se lo stato dei luoghi e le circostanze rendono l'accesso esterno non sufficientemente probabile o agevole per terzi
  • Se il reato è estinto per prescrizione la sentenza va annullata senza rinvio con eliminazione della pena connessa a quel capo
  • La contestazione della recidiva richiede una motivazione esplicita circa l'idoneità del fatto a integrare un incremento di pericolosità soggettiva; l'assenza di tale motivazione impone annullamento e rinvio
  • La presenza di ipotesi alternative plausibili che introducano un ragionevole dubbio (es. accesso di terzi) deve essere considerata; tuttavia la loro fondatezza va valutata in relazione al complesso probatorio e allo stato dei luoghi

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