Sentenza del 31/01/2024 n. 2946 - Corte di Cassazione
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
Prevale il privato
La controversia
La controversia origina dall’avviso di accertamento TOSAP per l’anno 2008, pari a Euro 125.184,90 oltre accessori, relativo all’occupazione e alla recinzione di un tratto di marciapiede in occasione di lavori di ristrutturazione di un fabbricato dello I.A.C.P. La C.T.P. di Lecce aveva annullato l’avviso per due ragioni autonome: l’area era ritenuta di proprietà privata dell’Istituto e non gravata da usi civici o servitù di pubblico passaggio; inoltre, lo I.A.C.P. era considerato ente pubblico non economico esente dalla TOSAP. La C.T.R. della Puglia aveva confermato l’esenzione soggettiva. Dopo che la Cassazione aveva escluso tale esenzione e, cassata la sentenza d’appello, aveva deciso nel merito rigettando il ricorso originario, Arca Sud Salento ha chiesto la revocazione ai sensi degli artt. 391-bis e 395, n. 4, c.p.c. Ha dedotto che la Cassazione aveva omesso di considerare che la questione dell’esistenza di una servitù di pubblico passaggio sull’area, già decisa in primo grado in senso favorevole allo I.A.C.P. e contestata in appello dalla concessionaria, non era stata esaminata dalla C.T.R. perché assorbita dalla decisione sull’esenzione soggettiva.
La decisione
La Cassazione ha accolto il ricorso per revocazione. Ha chiarito che la C.T.R. non era incorsa in omessa pronuncia sulla servitù: avendo accolto l’appello per la ragione assorbente dell’esenzione soggettiva, aveva lasciato implicitamente assorbita l’autonoma questione della natura dell’area e dell’eventuale servitù o uso civico. La cassazione della sentenza d’appello ha fatto rivivere tale questione, ancora fattuale e quindi non decidibile nel merito dalla Cassazione. È stata annullata soltanto la parte della precedente sentenza che aveva deciso la causa nel merito; resta ferma la cassazione della sentenza d’appello. La causa è rinviata alla Corte di Giustizia Tributaria di secondo grado della Puglia, in diversa composizione, perché accerti se sull’area occupata sussistessero una servitù di pubblico passaggio o usi civici. Il giudice del rinvio regolerà anche le spese del giudizio di revocazione. La decisione non stabilisce definitivamente se la TOSAP sia dovuta.
Norme richiamate
Consente di chiedere la revocazione delle pronunce della Cassazione nei casi previsti dalla legge, compreso l’errore di fatto revocatorio dedotto nel ricorso.
Rileva per la revocazione in caso di errore di fatto risultante dagli atti: qui l’errore è consistito nel decidere nel merito senza avvedersi che, venuta meno la ragione dell’esenzione soggettiva, restava da decidere la questione fattuale della servitù o degli usi civici.
È richiamato quale base processuale per il deposito delle memorie delle parti; non costituisce il fondamento della soluzione sulla revocazione.
Massime di principio
- Quando una sentenza si fonda su più ragioni autonome, ciascuna sufficiente a riconoscere alla parte il risultato richiesto, il giudice può esaminare una sola ragione: le altre possono restare assorbite, senza che ciò costituisca automaticamente omessa pronuncia.
- Una questione assorbita non si considera implicitamente decisa nel senso opposto. Per ravvisare una decisione implicita occorre che vi sia un rapporto di necessaria presupposizione logica tra quella questione e quella espressamente decisa.
- Se la Cassazione elimina la ragione che aveva reso assorbita una questione di merito, la questione non decisa può tornare processualmente attuale e deve essere rimessa al giudice di merito quando richieda accertamenti di fatto.
- La revocazione può correggere una sentenza della Cassazione che abbia deciso nel merito senza rilevare che, dopo la cassazione della decisione d’appello, resta pendente una questione fattuale non esaminata.
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