Cassazione Penale, Sentenza n. 42362/2023 del 17/10/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del Tribunale di Reggio Calabria che aveva confermato la misura degli arresti domiciliari applicata al ricorrente per plurimi reati di ricettazione di somme provenienti da delitti di circonvenzione di incapace posti in essere dalla compagna Teodora Ciurar. Il ricorrente, con unico motivo, deduce violazione degli artt. 125, comma 3, e 627 c.p.p. e vizio di motivazione per non essersi il Tribunale uniformato alla sentenza rescindente della Corte di cassazione: in particolare contesta l'omessa valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari, l'uso di circostanze riferite a condotte della Ciurar (irrilevanti rispetto alla posizione del ricorrente) e la conformità alle decisioni del Tribunale di Locri che avevano sostituito la custodia in carcere con gli arresti domiciliari.
La decisione
Il giudice ha rigettato il ricorso. La Corte ha ritenuto infondato il motivo: ha valutato che il Tribunale di Reggio Calabria aveva motivato in modo congruo anche sull'attualità delle esigenze cautelari, richiamando la reiterazione di operazioni di money transfer dall'Italia alla Romania a mezzo del ricorrente, la sua pregressa condanna per estorsione, il suo inserimento in una rete di connazionali dediti al riciclaggio dei proventi di reati commessi ai danni di anziani e l'assenza di attività lavorativa lecita. Sulla base di tali elementi il Tribunale ha ritenuto concrete e attuali le esigenze cautelari e adeguata la misura degli arresti domiciliari. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616, comma 1, c.p.p.
Norme richiamate
art. 606, comma 1, lett. c) ed e) cod. proc. pen.
Norme sui motivi di ricorso per cassazione; utilizzate per inquadrare il censimento di vizio di motivazione e violazione di legge nell'impugnazione
art. 125, comma 3, cod. proc. pen.
Riguarda la motivazione delle misure cautelari: la Corte ha ritenuto che il Tribunale abbia fornito adeguata motivazione anche sull'attualità delle esigenze cautelari
Disposizioni sul riesame delle misure cautelari: la Corte ha ritenuto che il riesame abbia correttamente valutato adeguatezza, proporzionalità e attualità delle esigenze cautelari
art. 616, comma 1, cod. proc. pen.
Norma che dispone la condanna alle spese processuali in caso di rigetto del ricorso; applicata alla sentenza
art. 23, comma 8, d.l. n. 137/2020 e successive disposizioni di proroga
Richiamata per la procedura scritta di trattazione del ricorso (assenza di trattazione orale)
Massime di principio
- La valutazione dell'attualità delle esigenze cautelari può fondarsi su elementi fattuali concreti anche non strettamente 'recenti' se emergono comportamenti reiterati e inserimento in una rete criminale che rendono il pericolo attuale
- Pregresse condanne e la prova di una attività continuativa illecita (es. ripetuti money transfer verso l'estero) sono elementi idonei a sostenere la persistenza del pericolo di reiterazione criminale
- Il giudice del riesame deve motivare sia sull'adeguatezza e proporzionalità della misura sia sull'attualità delle esigenze cautelari; la mancata menzione formale di tutti i punti indicati dalla corte rescindente non determina automaticamente l'annullamento se la motivazione complessiva è congrua
- Condotte riferite a terzi (es. alla compagna) possono essere richiamate dal giudice solo se pertinenti rispetto alla posizione dell'imputato; tuttavia, l'esistenza di relazioni e scambi economici tra soggetti può essere valutata come elemento a carico
- La sostituzione di misure (es. carcere con arresti domiciliari) è valutata alla luce della proporzionalità: la conferma degli arresti domiciliari è possibile se risultano comunque concrete esigenze cautelari
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