Cassazione Penale, Sentenza n. 26178/2024 del 03/07/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il Procuratore generale ha impugnato la sentenza della Corte d'appello di Catanzaro che aveva assolto i fratelli Sgromo (per insussistenza del fatto) dai reati di favoreggiamento personale e, per Eugenio, anche di falsa testimonianza, aggravati dall'agevolazione mafiosa, e aveva confermato la condanna per tentata estorsione a carico di Giuseppe Giampà e Angelo Torcasio. Il PG denunciava contraddittorietà e manifesta illogicità della motivazione, sostenendo che la Corte d'appello aveva offerto una ricostruzione contrastante con il giudicato di condanna su Giampà e Torcasio e non avesse adeguatamente valutato le dichiarazioni dei collaboratori di giustizia che proverebbero la conoscenza, da parte degli Sgromo, della richiesta estorsiva.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso del Procuratore generale inammissibile. Ha ritenuto che la motivazione della Corte d'appello fosse ancorata al dato probatorio e non affetta dai vizi denunciati: non sussisteva travisamento della prova né manifesta illogicità o contraddittorietà tale da giustificare l'intervento di legittimità. La Corte ha inoltre confermato il principio secondo cui il tentativo di estorsione (art. 56 c.p. rispetto all'art. 629 c.p.) può sussistere anche se la richiesta estorsiva non è effettivamente giunta a conoscenza delle vittime, quando siano stati compiuti atti univocamente diretti alla realizzazione del reato ("processo esecutivo frazionabile"). Quanto al favoreggiamento personale attribuito agli Sgromo, la Corte ha ritenuto che mancassero elementi per dimostrare la volontà cosciente di aiutare il clan o di ostacolare le investigazioni, per cui la fattispecie non poteva essere sostenuta. Conseguenza pratica: rimane ferma la sentenza di appello con l'assoluzione dei fratelli Sgromo e la conferma, nel resto, della condanna per Giampà e Torcasio.
Norme richiamate
Il tentativo è configurabile anche quando il processo esecutivo sia frazionabile e l'azione non si sia completata per cause indipendenti dalla volontà dell'autore; pertanto atti univoci diretti alla commissione del reato possono integrare il tentativo anche se la vittima non è venuta a conoscenza della richiesta estorsiva.
La fattispecie dell'estorsione è il reato- evento cui il tentativo si riferisce; la Corte ha valutato la direzione e l'id quod plerumque addit degli atti per ritenere l'idoneità univoca alla realizzazione del reato.
Delitto di favoreggiamento personale (giurisprudenza)
varie sentenze di legittimità citate nel testo (es. Cass., Sez. 1, 9 ottobre 2002; Sez. F, n. 38236 del 03/09/2004; Sez. 6 n. 15923 del 05/03/2013)
Per la configurabilità del favoreggiamento personale è necessaria la volontà cosciente di aiutare chi si sa sottoposto a indagini o ricerche; la mera condotta omissiva o reticente non basta se non provvisto dell'elemento soggettivo volto a ostacolare l'attività investigativa.
Giurisprudenza sul travisamento della prova e sul sindacato di legittimità
Sez. 5, n. 3044 del 22/06/2006; Sez. U, n. 6402 del 2/07/1997; Sez. 6, n. 47204 del 7/10/2015; Sez. 6, n. 13809 del 17/03/2015
Il travisamento della prova sussiste solo se il giudice ha usato una prova inesistente o ha ritenuto come acquisita una prova mai assunta e se tale prova è decisiva. Una diversa valutazione del significato della prova è sindacabile in fatto, non in diritto; il giudice di legittimità verifica solo la presenza di vizi motivazionali manifesti, non la fondatezza delle valutazioni probatorie di merito.
Massime di principio
- Il ricorso per vizio di motivazione è inammissibile quando si traduce in una mera richiesta di riconsiderazione del valore delle prove piuttosto che in una dimostrazione di manifesta illogicità o contraddittorietà della motivazione.
- Il tentativo di reato può sussistere anche se la richiesta estorsiva non è effettivamente pervenuta alla vittima, quando vi siano atti obiettivamente univoci e idonei ad attuare il programma criminoso (processo esecutivo frazionabile).
- Per configurare il reato di favoreggiamento personale è necessario dimostrare la volontà consapevole dell'agente di aiutare il soggetto sottoposto a indagine o di ostacolare le investigazioni; la mera reticenza o omissione non è automaticamente sufficiente.
- Il giudice di legittimità non può sostituirsi al giudice di merito nella valutazione del significato delle dichiarazioni e delle prove; può intervenire solo se emergono vizi di motivazione evidenti, contraddittorietà su punti essenziali o travisamento della prova nei termini giuridicamente rilevanti.
- La presentazione di dichiarazioni di collaboratori deve essere valutata nel contesto complessivo del compendio probatorio: la loro esistenza non obbliga il giudice a una determinata conclusione se il resto delle risultanze non conferma in modo univoco il fatto denunciato.
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