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Ordinanza

Ordinanza n. 898/2026 - Lecce, Sezione 3

per l’esecuzione della sentenza del Tribunale di Lecce n. 458/2024, depositata e resa pubblica il 15.2.2024, Sez. Lavoro e Previdenza, r.g. 867/2023, munita di attestazione di conformità e notificata all’Amministrazione in data 25.9.2025, anche ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni, passata in giudicato per mancata impugnazione nei termini di legge, giusta attestazione rilasciata dalla cancelleria in data 7.9.2025.

Giustizia amministrativa202501402

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Puglia - Lecce, Sez. IIIOrdinanza istruttoriaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: ricorso per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Lecce n. 458/2024, passata in giudicato

Esito

INTERLOCUTORIO

La controversia

La ricorrente ha promosso il giudizio di ottemperanza per l'esecuzione della sentenza del Tribunale di Lecce n. 458/2024, resa dalla Sezione Lavoro e Previdenza e notificata all'Amministrazione, deducendo l'inadempimento dell'obbligo derivante dal titolo giudiziale. Il Collegio ha rilevato d'ufficio, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., seri dubbi sulla sussistenza dei presupposti processuali per decidere il ricorso, poiché non risultavano depositati né la sentenza del Tribunale di Lecce n. 458/2024 né il certificato attestante il suo passaggio in giudicato, documenti richiesti dall'art. 114, comma 2, c.p.a. La documentazione depositata relativa alla sentenza della Corte di Appello di Lecce n. 576/2024 non è stata ritenuta sostitutiva, in quanto riguardava esclusivamente la regolazione delle spese di lite.

La decisione

Il TAR non ha definito il giudizio. Ha assegnato alla parte ricorrente, ai sensi dell'art. 73, comma 3, c.p.a., un termine di 30 giorni dalla notificazione o comunicazione in via amministrativa dell'ordinanza per depositare la sentenza del Tribunale di Lecce n. 458/2024 e il certificato che ne attesta il passaggio in giudicato, nonché per presentare memorie limitate a tale questione. La causa è stata rinviata per il prosieguo alla camera di consiglio del 7 ottobre 2026.

Norme richiamate

  • art. 73, comma 3, c.p.a.

    assegna alla parte ricorrente il termine di 30 (trenta) giorni

    Quando il giudice rileva d'ufficio una questione rilevante ai fini della decisione, deve consentire alle parti di interloquire mediante memorie e produzione documentale prima di definire il giudizio.

  • art. 114, comma 2, c.p.a.

    Nel giudizio di ottemperanza devono essere depositati il titolo giudiziale di cui si chiede l'esecuzione e il certificato attestante il suo passaggio in giudicato, quando richiesto ai fini della decisione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, il ricorrente deve depositare il titolo giudiziale del quale chiede l'esecuzione e il certificato che ne attesta il passaggio in giudicato, secondo quanto previsto dall'art. 114, comma 2, c.p.a.; la loro omissione può impedire la decisione del ricorso.
  • La produzione di una diversa sentenza d'appello relativa esclusivamente alla regolazione delle spese di lite non supplisce al mancato deposito della sentenza oggetto di ottemperanza e del relativo certificato di giudicato.
  • Quando il giudice rileva d'ufficio una questione processuale potenzialmente ostativa alla decisione, deve assegnare alle parti un termine per depositare memorie e documenti sulla sola questione, prima di definire il giudizio.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanza
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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