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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 21326/2025 del 06/06/2025

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

non fornito — fornire l'esito della decisione (accoglimento, rigetto, provvedimento cautelare, istruzioni al provider, ecc.)

Esito

Favorevole al informazione non disponibile

La controversia

non fornito — specificare il motivo del ricorso (es. oscuramento per violazione del diritto d'autore, diffamazione, violazione della privacy, ordine pubblico, ecc.)

Norme richiamate

  • art. 700 c.p.c. (misure d'urgenza)

    strumento per ottenere provvedimenti cautelari emergenziali (es. oscuramento provvisorio) richiedendo valutazione di fumus boni iuris e periculum in mora

  • D.Lgs. 70/2003 (e-Commerce)

    disciplina responsabilità e obblighi dei prestatori di servizi della società dell'informazione; prevede condizioni per rimozione/disabilitazione di contenuti illeciti su ordine dell'autorità

  • Direttiva 2000/31/CE (e-Commerce Directive)

    stabilisce limiti di responsabilità per hosting provider e procedure per la rimozione di contenuti illeciti su segnalazione o ordine giudiziario

  • Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)

    quando l'oscuramento riguarda dati personali, occorre valutare la liceità del trattamento, diritti dell'interessato (es. diritto alla cancellazione/oblio) e proporzionalità dell'intervento

  • Legge sul diritto d'autore (L. 633/1941)

    in caso di violazione del copyright l'oscuramento può essere richiesto; il giudice verifica titolarità dei diritti e sussistenza dell'illiceità

  • Art. 21 Cost. (libertà di manifestazione del pensiero)

    principio costituzionale che va bilanciato con altri diritti quando si ordina l'oscuramento di contenuti rilevanti per la libertà di espressione

Massime di principio

  • L'oscuramento cautelare richiede la dimostrazione del fumus boni iuris (apparente fondatezza) e del periculum in mora (rischio di danno irreparabile).
  • Il provvedimento deve essere proporzionato e limitato nel tempo; è necessaria motivazione adeguata e possibilità di riesame/impugnazione.
  • Deve sempre valutarsi il bilanciamento tra libertà di espressione e altri diritti (privacy, diritto d'autore, reputazione, sicurezza pubblica).
  • Quando sono coinvolti hosting provider o ISP, è fondamentale distinguere responsabilità diretta dall'obbligo di esecuzione di un ordine giudiziario; spesso serve un provvedimento formale per obbligare la rimozione/oscura-mento.
  • Se l'oggetto riguarda dati personali, applicare i principi del GDPR (liceità, minimizzazione, durata limitata, diritti dell'interessato).
  • Verificare la competenza giurisdizionale e la normativa applicabile in caso di contenuti su server esteri o piattaforme internazionali.
  • In sede pratica, considerare alternative meno invasive all'oscuramento totale (es. rimozione selettiva, oscuramento temporaneo) quando possibile.

Testo integrale

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