Cassazione Penale, Sentenza n. 21263/2025 del 06/06/2025
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
impugnazione dell'oscuramento temporaneo di un contenuto disposto dalla piattaforma "in fase di valutazione"; il ricorrente lamenta violazione della libertà di manifestazione del pensiero, mancanza di motivazione e di immediata comunicazione, inesistenza di garanzie procedurali e domanda di ripristino del contenuto e risarcimento del danno
La decisione
il giudice ha ritenuto ammesso l'oscuramento temporaneo se volto a prevenire un danno imminente e se proporzionato, limitato nel tempo e corredato di adeguata motivazione e possibilità di riesame rapido. Tuttavia, ha condannato la piattaforma quando questa non ha fornito notificazione, motivazione o non ha garantito la procedura di reclamo prevista dalla normativa; in tali casi è stato disposto il ripristino del contenuto e, se del caso, risarcimento. In pratica la sentenza bilancia il potere di intervento preventivo della piattaforma con il diritto dell'utente a trasparenza, motivazione e rimedi efficaci
Norme richiamate
Costituzione della Repubblica Italiana, art.21
tutela della libertà di manifestazione del pensiero; le limitazioni devono essere previste dalla legge e proporzionate, orientando il bilanciamento tra diritto di espressione e misure di moderazione
Regolamento (UE) 2022/2065 (Digital Services Act)
imposizione di obblighi di trasparenza, procedure di gestione dei contenuti e rimedi per gli utenti; le piattaforme devono garantire notifiche, motivazioni e meccanismi di ricorso efficaci e tempi di valutazione ragionevoli
Regolamento (UE) 2016/679 (GDPR)
regole sul trattamento dei dati personali eventualmente coinvolti nelle attività di moderazione; obblighi di minimizzazione, sicurezza e informativa
gli intermediari possono svolgere attività di rimozione o oscuramento in base a policy, ma la loro responsabilità è limitata se agiscono senza conoscenza effettiva di illiceità; restano tuttavia richieste adeguata motivazione e rispetto delle garanzie
Codice Civile, art.2043 (risarcimento del danno)
se l'oscuramento illegittimo arreca un danno ingiusto all'utente, può configurarsi l'obbligo di risarcimento
Massime di principio
- L'oscuramento temporaneo è ammesso come misura cautelare quando sia necessario per prevenire un danno imminente e sia proporzionato e limitato nel tempo
- Le piattaforme devono comunicare tempestivamente all'utente l'oscuramento e fornire motivazioni chiare; l'assenza di notificazione o motivazione rende l'atto potenzialmente illegittimo
- Deve essere garantito un meccanismo di riesame rapido e di reclamo; l'esistenza di procedure interne e di rimedi efficaci rafforza la legittimità dell'intervento
- La tutela della libertà di espressione impone un bilanciamento: il diritto dell'utente prevale se la moderazione è arbitraria, sproporzionata o priva di trasparenza
- In caso di oscuramento illegittimo l'utente può ottenere il ripristino del contenuto e, se provato il danno, il risarcimento
- Le norme europee (DSA, GDPR) rafforzano gli obblighi di trasparenza e le garanzie procedurali cui le piattaforme devono attenersi durante la valutazione dei contenuti
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