Cassazione Penale, Sentenza n. 18589/2024 del 10/05/2024
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
I ricorrenti impugnano la conferma della condanna per resistenza a pubblico ufficiale e lesioni personali aggravate, sostenendo che: 1) Salaris sarebbe stato aggredito e non avrebbe aggredito gli agenti; 2) la moglie Pimentel e la madre sarebbero intervenute in difesa di Salaris e non avrebbero commesso i fatti addebitati; 3) mancherebbe l'elemento dell'"atto d'ufficio" impedito da Salaris, e pertanto non ricorrerebbe il reato di resistenza; 4) gli agenti avrebbero tenuto una condotta arbitraria, costringendo Pimentel senza giustificato motivo a salire sull'autovettura di servizio.
La decisione
La Corte di legittimità ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e inammissibili. Ha ritenuto che i motivi proposti consistano in una mera rimessione di una diversa lettura del materiale probatorio, inammissibile in sede di legittimità. Ha confermato la ricostruzione dei giudici di merito secondo cui gli agenti intervennero su richiesta della madre (Demartis), collocarono temporaneamente Salaris nella sua stanza per separarlo e compiere accertamenti, e furono poi aggrediti dagli imputati con condotte violente (anche verbali), con lesioni documentalmente accertate. La scriminante della reazione ad atti arbitrari è stata esclusa perché l'operato degli agenti è stato ritenuto legittimo. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e ciascuno a versare euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
resistenza a pubblico ufficiale (norma di riferimento: art. 337 c.p.)
Il giudice ha ritenuto che gli agenti stavano esercitando legittimamente un atto d'ufficio (intervento su richiesta della madre per tutelare l'incolumità), e che la condotta degli imputati ha ostacolato tale attività, integrando così il reato di resistenza.
lesioni personali (norma di riferimento: art. 582 c.p.)
Le lesioni agli agenti sono state documentalmente accertate; la qualifica aggravata deriva dalle circostanze del caso (aggressione a pubblici ufficiali durante l'esercizio delle funzioni).
scriminante della reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale (cfr. istituti di legittima difesa / scriminanti in generale)
La Corte ha escluso la scriminante perché non è stata dimostrata l'illegittimità dell'operato degli agenti: la loro condotta (isolare la persona agitata, richiedere rinforzi e soccorsi) è stata ritenuta conforme al loro dovere istituzionale.
obbligo di motivazione e limiti del sindacato di legittimità
La Corte richiama il principio per cui in Cassazione non è consentita una semplice rivalutazione del materiale probatorio o una diversa lettura dei fatti se non è indicato un specifico vizio di motivazione o un errore di diritto.
Massime di principio
- La resistenza a pubblico ufficiale richiede che l'azione degli imputati abbia effettivamente ostacolato un atto d'ufficio; se l'intervento degli agenti è volto a tutelare l'incolumità su richiesta di un privato, tale intervento è generalmente qualificabile come atto d'ufficio.
- La mera presentazione di ricostruzioni alternative dei fatti, senza indicare vizi specifici di motivazione o errori giuridici, è inammissibile in sede di legittimità: la Cassazione non rivede i fatti se non per vizio di motivazione, violazione di legge o vizio procedurale.
- Per far valere la scriminante della reazione ad atti arbitrari del pubblico ufficiale è necessario dimostrare l'illegittimità dell'azione della pubblica autorità; il ricorso alla scriminante non può essere basato su semplici contestazioni della ricostruzione probatoria.
- Gli atti documentali che attestano lesioni e danni a cose (es. danneggiamento dell'autovettura di servizio) rafforzano la valutazione di responsabilità penale per resistenza e lesioni, specie se sono coerenti con la ricostruzione processuale.
- In caso di impugnazione in Cassazione, è importante formulare motivi che evidenzino errori di diritto o contraddizioni nella motivazione, altrimenti il ricorso rischia l'inammissibilità e l'onere delle spese e delle ammende.
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