Cassazione Penale, Sentenza n. 12184/2024 del 25/03/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 12/12/2023 del Giudice del Tribunale di Savona che non convalidava l'arresto di Marrulli per detenzione di sostanza stupefacente (grammi 9,7 di marijuana e tre "spinelli" confezionati). Il Procuratore ha contestato che il giudice non ha valutato elementi indicativi della destinazione allo spaccio: il frazionamento e confezionamento in dosi, la presenza nella vettura di denaro custodito separatamente (euro 200 e euro 300) e il rinvenimento di un coltello, nonché il contesto investigativo emerso da altro procedimento (indizi relativi a traffici di armi che hanno giustificato la perquisizione).
La decisione
Il Collegio ha ritenuto fondato il ricorso del Procuratore, rilevando che il giudice della convalida ha oltrepassato i limiti del controllo ex post valutando in modo unitario la sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza invece di limitarsi a verificare la legittimità dell'operato della polizia giudiziaria al momento della flagranza. Ha ritenuto legittima l'attivazione delle prerogative previste dall'art. 41 t.u.l.p.s. e la conseguente perquisizione che ha portato al rinvenimento della droga e degli altri elementi; pertanto ha annullato senza rinvio l'ordinanza impugnata perché l'arresto era stato legittimamente eseguito.
Norme richiamate
D.P.R. n. 309/1990, art. 73 comma 5
Riferimento alla fattispecie riguardante le pene per illecita detenzione di stupefacenti e alla possibilità che determinati elementi (quantità e circostanze) configurino la detenzione ai fini di spaccio. Nel caso, la norma è stata richiamata come possibile inquadramento della condotta alla luce degli elementi raccolti.
Testo unico leggi pubblica sicurezza (t.u.l.p.s.), art. 41
Autorizza l'esecuzione di perquisizioni domiciliari in presenza di fondati sospetti emersi nell'ambito di indagini; nel caso ha giustificato le perquisizioni domiciliari svolte dai carabinieri in relazione a elementi emersi in altro procedimento.
Giurisprudenza - Sez. 1, Sentenza n. 2082 del 05/10/2023
"in tema di convalida dell'arresto, la valutazione del giudice, pur non potendo estendersi all'accertamento dell'esistenza dei gravi indizi di colpevolezza, deve, comunque, avere ad oggetto la sussistenza delle condizioni legittimanti la privazione della libertà personale, tra le quali è inclusa la configurabilità del reato per cui si procede e la sua attribuibilità alla persona arrestata."
Stabilisce il perimetro del controllo del giudice in sede di convalida: non un accertamento pieno della colpevolezza, ma una verifica della legittimità della privazione della libertà e dell'attribuibilità del fatto alla persona arrestata, sulla base degli elementi disponibili al momento della flagranza.
Massime di principio
- Il giudice della convalida deve limitarsi a verificare la legittimità dell'arresto alla luce degli elementi disponibili al momento della flagranza e non a ricostruire compiutamente i gravi indizi di colpevolezza.
- La modesta quantità di stupefacente, da sola, non esclude la destinazione allo spaccio: vanno valutati complessivamente confezionamento, frazionamento, denaro rinvenuto, strumenti per il taglio e il contesto investigativo.
- Il rinvenimento di sostanza già frazionata o in dosi pronte, denaro custodito separatamente e strumenti idonei al taglio sono elementi che, considerati insieme, possono legittimare l'arresto per sospetta detenzione ai fini di spaccio.
- Le perquisizioni domiciliari ex art. 41 t.u.l.p.s. sono legittime se fondate su sospetti ragionevoli emersi in altro procedimento; gli esiti della perquisizione vanno valutati rispetto al momento e alle conoscenze concrete degli operatori di polizia giudiziaria.
- L'annullamento senza rinvio dell'ordinanza di non convalida comporta il riconoscimento che l'arresto è stato legittimamente eseguito e che il giudice di primo grado ha oltrepassato il proprio ruolo valutativo in sede di convalida.
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