Cassazione Penale, Sentenza n. 45996/2024 del 16/12/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per la presunta inosservanza o errata applicazione della norma contestata: il ricorrente deduce che l'attività svolta ("Cuba gas") non rientrerebbe tra quelle soggette al rilascio del certificato di prevenzione incendi (categoria C) e che, comunque, egli avrebbe presentato la SCIA; sostiene che, in caso contrario, si sarebbe dovuta applicare solo una sanzione amministrativa e non la contravvenzione penale, e che il richiamo all'art. 4 d.P.R. 151/2011 avrebbe dovuto comportare il divieto di prosecuzione dell'attività e la rimozione degli effetti dannosi.
La decisione
Il ricorso per cassazione è stato dichiarato inammissibile per manifesta infondatezza. La Corte ha confermato che Bonaccorso ha omesso la presentazione della SCIA richiesta per le attività soggette ai controlli di prevenzione incendi (art. 20, comma 1, d.lgs. n. 139/2006). In fatto, i vigili del fuoco avevano rilevato numerosi serbatoi di gas (9+18) e la SCIA prodotta dal ricorrente era generica per commercio "al vicinato"/vendita a domicilio, non la specifica segnalazione prevista dall'art. 4 d.P.R. 151/2011; si è ritenuta quindi legittima la condanna per la contravvenzione omissiva. La Corte ha altresì ritenuto che la censura proposta fosse in realtà una questione di fatto non sindacabile in Cassazione e che il richiamo, nella sentenza impugnata, al certificato di prevenzione incendi fosse un errore privo di rilievo sul capo di imputazione. Conseguentemente il ricorso è dichiarato inammissibile; il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000,00 alla Cassa delle ammende.
Norme richiamate
decreto legislativo 8 marzo 2006, n. 139, art. 20, comma 1
Il comma sanziona penalmente il titolare di attività soggette ai controlli di prevenzione incendi che omette di presentare la SCIA o la richiesta di rinnovo periodico della conformità antincendio; la Corte ha ritenuto applicabile la norma alla fattispecie, sulla base degli accertamenti di fatto (detenzione di numerosi serbatoi di gas) e della mancanza della specifica SCIA.
D.P.R. 10 agosto 2011, n. 151, art. 4
Stabilisce che per le attività elencate nell'Allegato I l'istanza (SCIA) va presentata al Comando prima dell'esercizio dell'attività, con la documentazione prevista; la Corte ha ritenuto che la SCIA prodotta dal ricorrente non fosse quella richiesta dall'art. 4 per la specifica categoria di attività, per cui l'omissione integrava la fattispecie penale di cui all'art. 20 d.lgs. 139/2006.
D.P.R. 10 agosto 2011, n. 151, artt. 2 e 16 (richiamati)
Gli articoli disciplinano la documentazione e le procedure relative alla SCIA e alle categorie di attività (A/B/C); la sentenza ha richiamato tali disposizioni per spiegare la natura e i requisiti della segnalazione obbligatoria.
Prevede che, in caso di inammissibilità del ricorso per motivi non imputabili a colpa grave del ricorrente, questi sia comunque condannato alle spese e a versare una somma alla Cassa delle ammende; la Corte ha applicato questa disposizione fissando il versamento in euro 3.000,00.
sentenza Corte costituzionale 13 giugno 2000, n. 186
Richiamata per valutare l'assenza di colpa grave nella proposizione del ricorso e l'applicabilità delle conseguenze previste dall'art. 616 c.p.p.; la Corte ha ritenuto che non sussistessero elementi per escludere la buona fede del ricorrente, ma ha comunque dichiarato inammissibile il ricorso.
Massime di principio
- In Cassazione non sono ammissibili censure che riguardino esclusivamente questioni di fatto o di valutazione probatoria: devono essere prospettate vizi di diritto; contestare l'esistenza o la valutazione delle prove è in genere improduttivo.
- La mancata presentazione della SCIA prevista per attività soggette ai controlli di prevenzione incendi può integrare una fattispecie contravvenzionale penale (art. 20 d.lgs. 139/2006) se l'attività comporta rischi individuati dalla normativa; è essenziale che la documentazione presentata sia quella specificamente richiesta dalla normativa di settore.
- Una SCIA generica o incompatibile con la tipologia di attività non sostituisce la segnalazione/certificazione specifica richiesta dal regolamento antincendio: la conformità formale e sostanziale della documentazione è determinante.
- Riferimenti formali o passaggi della motivazione che evocano norme o certificati non rilevanti per il capo di imputazione possono essere considerati errori non decisivi (harmless error) se non incidono sulla decisione principale.
- Chi impugna in sede di legittimità deve focalizzarsi su questioni di diritto e dimostrare l'erronea interpretazione o applicazione della norma da parte del giudice; distinguere chiaramente profili di fatto da profili di diritto aumenta le possibilità di ammissibilità del ricorso.
- In caso di inammissibilità del ricorso, il giudice di legittimità può condannare il ricorrente al pagamento delle spese processuali e a una somma a favore della Cassa delle ammende ai sensi dell'art. 616 c.p.p.; la proporzione e l'ammontare sono discrezionali ma giustificati dalla Corte.
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