Cassazione Penale, Ordinanza n. 11620/2026 del 26/03/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente (tribunale di sorveglianza)
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza del Tribunale di sorveglianza di Napoli che ha revocato l'affidamento in prova terapeutico concesso il 13 maggio 2024. La revoca è stata disposta dopo due episodi ritenuti indicativi della violazione delle prescrizioni della misura: il 10 agosto 2025 il soggetto era stato sorpreso fuori dalla propria abitazione, di notte, in stato di ebbrezza; il 31 agosto 2025 era stato fermato nel porto, anch'egli in stato di ebbrezza, mentre compiva manovre pericolose con un'imbarcazione. Nel ricorso si deduce, in sostanza, che non vi sarebbe stata una vera violazione delle prescrizioni e che il Tribunale avrebbe fondato la revoca su un automatismo, senza un adeguato apprezzamento concreto della vicenda.
La decisione
La Corte ritiene infondate le censure. Osserva che la revoca non è stata disposta per un mero automatismo, ma all'esito di una valutazione del Tribunale di sorveglianza secondo cui i fatti accertati costituivano un chiaro indice dell'allontanamento del soggetto dal percorso di risocializzazione e rendevano la prova ormai fallita. Richiamando la giurisprudenza di legittimità, la Corte ribadisce che la revoca dell'affidamento in prova non consegue automaticamente alla violazione di legge o delle prescrizioni, ma richiede una valutazione discrezionale del giudice sulla concreta incompatibilità delle condotte con la prosecuzione della prova, purché motivata in modo logico e adeguato. Poiché il ricorso si limita a contestare la sussistenza delle violazioni e non scalfisce tale motivazione, viene dichiarato inammissibile. Il ricorrente è condannato al pagamento delle spese processuali e di euro tremila in favore della Cassa delle ammende.
Norme richiamate
In caso di diffusione del provvedimento devono essere omesse le generalità e gli altri dati identificativi.
Richiamato solo in via generale nella tassonomia normativa, non nel testo della decisione.
Richiamato solo in via generale nella tassonomia normativa, non nel testo della decisione.
Massime di principio
- La revoca dell'affidamento in prova al servizio sociale non discende automaticamente dalla mera violazione di una prescrizione o dalla commissione di un fatto penalmente rilevante, ma richiede una valutazione concreta sulla sua incompatibilità con la prosecuzione del programma trattamentale.
- Il Tribunale di sorveglianza dispone di un potere discrezionale di apprezzamento dei fatti sopravvenuti nel corso della misura, con il solo limite di una motivazione logica, adeguata e non viziata.
- Anche in assenza di sentenza irrevocabile per il fatto contestato, il giudice della sorveglianza può valorizzare l'episodio ai fini della revoca, se lo ritiene sintomatico del fallimento della prova e del permanere del pericolo di recidiva.
- Il ricorso per cassazione contro la revoca dell'affidamento in prova è inammissibile quando si risolva in una contestazione meramente assertiva dei fatti posti a base del provvedimento, senza evidenziare specifici vizi logici o giuridici della motivazione.
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