Cassazione Penale, Sentenza n. 05193/2026 del 09/02/2026
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione per violazione degli artt. 247, 253, 275 comma 3 e 324 c.p.p., nonche' degli artt. 15 e 42 Cost. Il ricorrente ha dedotto che il decreto di perquisizione e sequestro del 9/9/2025 fosse generico e onncomprensivo: sequestro di intere categorie di beni senza preventiva selezione delle cose pertinenti; acquisizione integrale di dispositivi digitali senza criteri di selezione, perimetrazione temporale o indicazione dei tempi per l'analisi forense; acquisizione massiva anche di conversazioni con terzi; violazione dei principi di proporzionalita' e adeguatezza e compressione illegittima della riservatezza, con richiesta di declaratoria di nullita' 'genetica' del decreto e delle copie forensi.
La decisione
Il ricorso e' stato rigettato. La Corte ha ritenuto che il decreto di sequestro conteneva una descrizione congrua della condotta ipotizzata, un richiamo agli esiti investigativi e l'indicazione delle categorie di beni da ricercare e acquisire; conteneva altresi' la concreta finalita' probatoria perseguita. La Corte ha richiamato la giurisprudenza di legittimita' (Sez. U. Botticelli e altri precedenti) precisando che l'onere motivazionale del sequestro deve riguardare fumus commissi delicti, nesso di pertinenza tra cosa e reato e finalita' probatoria. Ha inoltre affermato che, in presenza di una massa ampia di dati potenzialmente rilevanti, e' ammesso un sequestro esteso purché proporzionato e limitato nel tempo, con l'obbligo di restituire le cose non appena decorso il tempo ragionevolmente necessario per la selezione; la presenza nel decreto di criteri generali di selezione riferiti alle operazioni indicate in imputazione e l'indicazione delle finalita' investigative sono state ritenute sufficienti nel caso concreto. Conseguentemente le doglianze relative alla genericita' e alla mancanza di termini per l'analisi forense sono state ritenute infondate nella misura in cui il decreto forniva i criteri di selezione e la finalita' probatoria, restando a disposizione dell'interessato i rimedi per la mancata tempestiva restituzione.
Norme richiamate
Norma procedurale richiamata dal ricorrente in relazione ai requisiti del decreto di perquisizione; la Corte ha valutato la conformita' del decreto agli oneri motivazionali e procedurali imposti
Fondamentale obbligo di motivazione del sequestro probatorio; la Corte ricorda che il decreto deve indicare fumus, nesso di pertinenza e finalita' probatoria
art. 275, comma 3 cod. proc. pen.
Richiamato dal ricorrente nell'ambito delle censure procedurali; valutata congiuntamente alle altre norme sul sequestro
Censura relativa a presunta integrazione della motivazione da parte del giudice del riesame; la Corte ha ritenuto che non vi fosse carenza motivazionale tale da integrare violazione di legge
art. 355, comma 2 cod. proc. pen.
Richiamato con riferimento all'onere motivazionale del provvedimento di convalida del sequestro
art. 262, comma 1 cod. proc. pen.
Richiamato dalla Corte per sottolineare il principio della restituzione delle cose quando non e' piu' necessario mantenere il sequestro a fini di prova, con implicazioni sul fattore temporale della proporzionalita'
Indicata come via di tutela per l'interessato in caso di mancata tempestiva restituzione delle cose sequestrate
art. 15 Cost.
Invocato dal ricorrente in relazione alle garanzie personali e alla necessita' di proporzionalita' e adeguatezza nella compressione dei diritti; la Corte ha ritenuto le garanzie compatibili con il sequestro motivato e temporaneamente limitato
art. 42 Cost.
Richiamato per la tutela dei beni; la Corte evidenzia l'obbligo di bilanciamento tra interesse pubblico e tutela del patrimonio dell'indagato
Articolo materiale che definisce il reato contestato (associazione); usato per descrivere la fattispecie sottostante
art. 640, secondo comma, n. 1 cod. pen.
Fattispecie di truffa aggravata contestata nell'imputazione provvisoria; rilevante per la descrizione della condotta e delle necessita' investigative
art. 2 e art. 8 d.lgs. 10 marzo 2000, n. 74
Norme in materia di reati tributari richiamate nell'imputazione; contribuiscono alla descrizione del fumus commissi delicti e alle finalita' di accertamento
Massime di principio
- Il decreto di sequestro probatorio deve indicare, anche se in modo conciso, il fumus commissi delicti, il nesso di pertinenza fra i beni e i reati e la finalita' probatoria perseguita; tale motivazione e' necessaria a pena di nullita'.
- E' ammesso il sequestro di una massa ampia di dati o documenti quando questi sono a priori potenzialmente rilevanti per le indagini, purche' la misura sia proporzionata e limitata nel tempo in relazione alle esigenze investigative.
- Quando non e' possibile effettuare la selezione dei dati in loco, l'autorita' puo' apprendere interi dispositivi o copie forensi, ma deve procedere alla selezione e restituire tempestivamente le cose e i dati non pertinenti una volta decorso il tempo ragionevolmente necessario.
- Il decreto non deve necessariamente dettagliare ogni singolo documento o file sequestrato, ma deve fornire criteri chiari (es. riferimento alle operazioni indicate in imputazione, perimetratura temporale quando possibile) che permettano di comprendere la pertinenza e la selezione.
- Le censure in cassazione contro provvedimenti di sequestro sono ammissibili per violazione di legge o per motivazione radicalmente carente; l'illogicita' manifesta richiede specifica deduzione nel motivo previsto dal codice.
- Se il soggetto ritiene che il sequestro si prolunghi oltre il tempo necessario o che la selezione non venga effettuata con i criteri indicati, sono disponibili rimedi di legge (istanza di restituzione, art. 263 c.p.p., e mezzi impugnatori).
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