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Sentenza civile

Cassazione Civile, Sentenza n. 18946/2025 del 10/07/2025

Giurisprudenza civile

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione di due avvisi di accertamento per TASI e IMU riferiti all'anno 2014. Il Circolo sosteneva che la norma che fa soggetto passivo il "concessionario" si riferisce solo alle concessioni su aree demaniali e non ai beni del patrimonio indisponibile; che gli era riconoscibile l'esenzione per enti non commerciali in base allo statuto e alle precedenti sentenze divenute definitive (giudicato), e che l'uso dell'immobile era non commerciale o soggetto a tariffe simboliche determinate dal Comune. Roma Capitale invece aveva accertato un uso "prevalentemente indiretto e lucrativo" del bene (con convenzioni onerose, quote di partecipazione, pubblicità, ristorazione ecc.) e quindi la non spettanza dell'esenzione e la soggettività passiva del concessionario.

La decisione

La Corte ha rigettato il ricorso del Circolo. Ha affermato il principio di diritto secondo cui, in tema di IMU, il concessionario di beni del patrimonio indisponibile è soggetto passivo in forza della stessa eadem ratio che giustifica la soggettività passiva del concessionario di beni demaniali (d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 9, comma 1). Ha inoltre confermato che l'esenzione per enti non commerciali richiede, oltre ai requisiti statutari, una verifica concreta delle "modalità non commerciali" dell'attività (gratuità o corrispettivo simbolico), elementi che nel caso concreto non sono risultati provati poiché la gestione risultava caratterizzata da attività onerose e sfruttamento commerciale degli spazi. Ha altresì escluso l'efficacia esterna del preteso giudicato sulle questioni variabili di fatto (tariffe, modalità di gestione) e ha ritenuto inammissibili i motivi diretti al riepilogo del merito. Le spese di lite sono compensate tra le parti per la novità della questione di diritto; è disposta la valutazione di eventuale contributo unificato a carico del ricorrente.

Norme richiamate

  • d.lgs. 14 marzo 2011, n. 23, art. 9, comma 1

    "Nel caso di concessione di aree demaniali, soggetto passivo è il concessionario."

    La Corte estende la ratio della disposizione anche alle concessioni di beni del patrimonio indisponibile: il presupposto impositivo si identifica nel godimento del bene oggetto di concessione, per cui il concessionario è soggetto passivo anche se il bene è patrimonio indisponibile.

  • d.lgs. 30 dicembre 1992, n. 504, art. 7, comma 1, lett. i)

    Rinvio normativo richiamato per la disciplina delle esenzioni: l'esenzione richiede utilizzo diretto dell'immobile e destinazione esclusiva ad attività peculiari svolte con modalità non commerciali.

  • d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, art. 91-bis (conv. l. 24 marzo 2012, n. 27)

    "...sono inserite le seguenti: 'con modalità non commerciali'" e disposizioni sui casi di utilizzazione mista e dichiarazione proporzionale.

    Ha introdotto il requisito della "modalità non commerciale" per le attività che danno diritto all'esenzione; ha previsto regole per utilizzazioni miste e per la dichiarazione della quota non commerciale.

  • d.m. 19 novembre 2012, n. 200, art. 3

    "Le attività istituzionali sono svolte con modalità non commerciali quando l'atto costitutivo o lo statuto ... prevedono: a) il divieto di distribuire...; b) l'obbligo di reinvestire gli eventuali utili...; c) l'obbligo di devolvere il patrimonio..."

    Stabilisce requisiti statutari per qualificare l'ente come non commerciale; tali requisiti sono necessari ma non sufficienti per ottenere l'esenzione, che richiede accertamento concreto delle modalità di gestione.

  • d.m. 19 novembre 2012, n. 200, art. 4, comma 6

    "Lo svolgimento di attività sportive si ritiene effettuato con modalità non commerciali se le medesime attività sono svolte a titolo gratuito, ovvero dietro versamento di un corrispettivo simbolico e, comunque, non superiore alla metà dei corrispettivi..."

    Definisce il criterio del "corrispettivo simbolico" e impone che, ai fini dell'esenzione, le attività sportive siano effettivamente svolte gratuitamente o a tariffe molto basse rispetto al mercato; ciò richiede verifica fattuale.

  • d.m. 26 giugno 2014 (modello di dichiarazione)

    Ha approvato il modello di dichiarazione per la quantificazione della quota non commerciale dell'utilizzo immobiliare a partire dal 2012, strumento rilevante per il concreto accertamento dell'esenzione.

  • d.p.r. 8 giugno 2011, n. 327, art. 4

    Citato nel dibattito riguardo ai caratteri dei beni del patrimonio indisponibile; la Corte osserva che il regime di tutela e la destinazione pubblica giustificano l'applicazione della ratio tributaria anche ai beni del patrimonio indisponibile.

  • d.P.R. n. 115 del 2002, art. 13, c. 1-quater

    Norma richiamata in punto di contributo unificato: la Corte dispone la verifica dell'eventuale obbligo di integrazione del contributo da parte del ricorrente.

Massime di principio

  • Il concessionario di un bene pubblico concesso in godimento (anche se il bene è del patrimonio indisponibile e non demaniale) può essere considerato soggetto passivo IMU: il criterio è il godimento del bene nell'ambito della concessione amministrativa.
  • L'esenzione per enti non commerciali non si determina soltanto dallo statuto: occorre una verifica concreta delle "modalità non commerciali" dell'attività (gratuità o corrispettivo simbolico effettivamente praticato).
  • Per considerare un corrispettivo "simbolico" esso deve essere irrisorio rispetto al mercato e non rapportato ai costi: è necessario prova documentale (rendicontazione, contabilità, prospetti di utilizzo) per ottenere l'esenzione.
  • Le pronunce passate che accertano qualificazioni o circostanze suscettibili di mutare nel tempo (per es. tariffe, modalità di gestione, utilizzo) non producono automaticamente efficacia esterna ultrattiva su periodi successivi; il giudicato può estendersi solo su elementi tendenzialmente permanenti.
  • Clausole contrattuali che attribuiscono al concessionario l'obbligo del pagamento di imposte e tasse sono rilevanti: non possono di per sé sostituire o elidere la verifica delle modalità concrete di esercizio dell'attività ai fini dell'esenzione.
  • La predeterminazione di tariffe da parte dell'ente pubblico (es. tariffe comunali) non esclude di per sé la verifica sulla natura non commerciale: occorre valutare l'effettivo impatto economico e la presenza di attività lucrativa collegata (convenzioni onerose, pubblicità, riversamenti di corrispettivi).
  • Per chi intende difendere l'esenzione in casi analoghi: conservare e produrre rendicontazioni complete, prospetti di costi/ricavi, contratti e dichiarazioni che dimostrino gratuità o corrispettivi simbolici e assenza di sfruttamento commerciale degli spazi; la mera conformità statutaria non è sufficiente.

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