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Cassazione Penale, Ordinanza n. 13250/2026 del 10/04/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha quindi condannato il ricorrente al pagamento delle spese processuali e al versamento di euro 3.000 alla Cassa delle ammende.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

La sentenza impugnata dalla Corte di cassazione confermava la condanna di primo grado per resistenza a pubblico ufficiale, riferita a un fatto commesso il 19 dicembre 2013. Il ricorrente ha dedotto quattro motivi: 1) omessa declaratoria di prescrizione del reato; 2) mancato riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva, nonostante la condotta collaborativa; 3) omessa risposta al motivo di appello con cui si sosteneva l'arbitrarietà degli atti del pubblico ufficiale; 4) errata applicazione dell'art. 337 cod. pen. La Corte ha ritenuto manifestamente infondato il primo motivo perché, alla data della decisione, il termine ordinario di prescrizione di dieci anni doveva essere aumentato di due terzi per la recidiva contestata ex art. 99, comma 4, c.p., con conseguente mancata maturazione della prescrizione. Il secondo motivo è stato considerato meramente reiterativo e comunque già correttamente respinto in appello, sia per la ritenuta maggiore pericolosità sociale del condannato, sia per il divieto di prevalenza sancito dagli artt. 69, comma 4, e 99, comma 4, c.p. I motivi terzo e quarto sono stati reputati generici, a fronte di una motivazione di appello ritenuta compiuta e logica.

Norme richiamate

  • art. 337 cod. pen.

    Norma incriminatrice richiamata dal ricorrente come oggetto di asserita errata applicazione; la Corte non ha ravvisato errori di diritto nella decisione di merito.

  • art. 99, comma 4, cod. pen.

    La recidiva contestata comporta l'aumento del termine di prescrizione e rileva come indice ostativo al riconoscimento della prevalenza delle attenuanti generiche.

  • art. 69, comma 4, cod. pen.

    È richiamato come disposizione ostativa al giudizio di prevalenza delle attenuanti generiche sulla recidiva contestata.

  • art. 337 c.p.

    È la fattispecie di resistenza a pubblico ufficiale per cui vi è stata condanna confermata.

Massime di principio

  • In presenza di recidiva contestata e ritenuta ai sensi dell'art. 99, comma 4, c.p., il termine di prescrizione va calcolato con l'aumento previsto dalla legge, con conseguente possibile esclusione della maturazione del reato alla data della decisione.
  • Quando la legge prevede un divieto di prevalenza delle attenuanti sulla recidiva, il giudice non può riconoscere il giudizio di prevalenza anche a fronte di elementi favorevoli come una condotta collaborativa, se ricade nel perimetro dell'ostatività normativa.
  • Il motivo di ricorso per cassazione che si limiti a reiterare censure già esaminate in appello o che si risolva in formule generiche è inammissibile, specie se la sentenza impugnata contiene una motivazione compiuta e logica.
  • La deduzione di arbitrarietà degli atti del pubblico ufficiale deve essere sorretta da specifica critica alla motivazione di merito; in difetto di autosufficienza e specificità, la censura è inammissibile.

Come è indicizzato

MaterieImpugnazioniCircostanze del reatoPena e commisurazione
RamiProcesso penaleParte generale
IstitutiPrescrizione del reato

Testo integrale

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