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Sentenza

Sentenza n. 584/2026 - Bologna, Sezione 2

per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Bologna n. 430/2025, depositata e resa pubblica il 04.04.2025.

Giustizia amministrativa202501768

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Emilia-Romagna - Bologna, Sez. IISentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione da parte del Ministero della sentenza del Tribunale di Bologna n. 430/2025, passata in giudicato

Esito

ACCOGLIMENTO PARZIALE

Favorevole al ricorrente (beneficiaria del giudicato)

Prevale il privato

La controversia

La ricorrente ha chiesto l'ottemperanza alla sentenza del Tribunale di Bologna n. 430/2025, depositata il 4 aprile 2025 e passata in giudicato, deducendo la perdurante inerzia del Ministero dell'Istruzione e del Merito nonostante la notificazione della sentenza ai fini della decorrenza del termine dilatorio di 120 giorni per l'esecuzione. È stata inoltre richiesta la fissazione di una penalità di mora ai sensi dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

La decisione

Il TAR ha ritenuto fondato il ricorso per la perdurante inadempienza ministeriale e ha ordinato al Ministero di dare esecuzione alle statuizioni della sentenza definitiva, detraendo quanto eventualmente già corrisposto, entro sessanta giorni dalla notificazione o comunicazione della sentenza. Ha nominato fin d'ora, per l'eventuale ulteriore inerzia e su istanza della ricorrente, un commissario ad acta nel Dirigente dell'Ufficio Scolastico Regionale per l'Emilia-Romagna, o in un funzionario delegato, con termine di novanta giorni per gli adempimenti sostitutivi. È stata respinta la richiesta di penalità di mora, poiché la sentenza del giudice ordinario già prevedeva la corresponsione della maggior somma tra interessi e rivalutazione, ritenuta misura equa anche ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a. Il Ministero è stato condannato alle spese del giudizio, liquidate in euro 800, oltre accessori, nonché alla restituzione del contributo unificato se versato, con distrazione a favore dei difensori.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Visto l'art. 114 cod. proc. amm.

    La disposizione fonda il giudizio di ottemperanza e consente al giudice di ordinare all'amministrazione l'esecuzione del giudicato, nonché di valutare la fissazione di una penalità di mora e di nominare un commissario ad acta.

  • art. 114, comma 4, c.p.a.

    la cui misura appare equa anche ai fini dell’articolo 114, comma quarto, del c.p.a.

    La penalità di mora può essere esclusa quando la sentenza da eseguire prevede già una maggior somma tra interessi e rivalutazione, ritenuta dal giudice adeguata quale misura sostitutiva o satisfattiva ai fini dell'esecuzione.

Massime di principio

  • Nel giudizio di ottemperanza, l'accertata perdurante inerzia dell'amministrazione nell'esecuzione di una sentenza passata in giudicato giustifica l'ordine giudiziale di adempiere entro un termine fissato dal giudice, detraendo quanto eventualmente già corrisposto.
  • Quando l'amministrazione non adempie spontaneamente, il giudice dell'ottemperanza può nominare fin dalla sentenza un commissario ad acta, incaricato di procedere in via sostitutiva su istanza della parte entro il termine stabilito.
  • La penalità di mora può essere negata se il titolo giudiziale da eseguire riconosce già la maggior somma tra interessi e rivalutazione e tale previsione è ritenuta equa e adeguata dal giudice dell'ottemperanza ai fini dell'art. 114, comma 4, c.p.a.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaSpese di lite
RamiProcesso amministrativo
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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