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Sentenza

Sentenza del 15/12/2024 n. 32630 - Corte di Cassazione

Giurisprudenza tributaria

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

Prevale l’amministrazione

La controversia

La controversia riguarda gli avvisi di rettifica del valore in dogana e gli atti di irrogazione delle sanzioni relativi alle importazioni effettuate da PRECA BRUMMEL nel triennio 2008-2010. L’Ufficio delle Dogane di Varese contestava l’esclusione dal valore dichiarato delle royalties corrisposte a sei società licenzianti per l’uso di marchi, personaggi e disegni sugli articoli di abbigliamento importati. Dopo l’annullamento degli atti da parte della CTP della Spezia e il rigetto degli appelli dell’Agenzia da parte della CTR Liguria, la Cassazione, con ordinanza n. 25078/2019, aveva cassato con rinvio. La CTR, quale giudice di rinvio, aveva nuovamente annullato gli atti. L’Agenzia ha proposto ricorso per cassazione con due motivi: violazione dell’art. 384 c.p.c., perché la CTR non si sarebbe uniformata alle indicazioni della precedente cassazione; e violazione degli artt. 29 e 32 del Codice doganale comunitario e degli artt. 157, 159, 160 e 143 delle disposizioni di applicazione, sostenendo che le royalties dovessero concorrere al valore doganale.

La decisione

La Cassazione ha accolto il primo motivo e dichiarato assorbito il secondo. Ha rilevato che la CTR non aveva svolto l’accertamento richiesto sulla base degli indicatori TAXUD relativi al controllo esercitato dal licenziante sul produttore e sulla produzione, né aveva esaminato in modo adeguato le clausole e i contenuti dei rapporti negoziali. La sentenza impugnata è stata cassata con rinvio alla Corte di giustizia tributaria di II grado della Liguria, in diversa composizione, per un nuovo esame alla luce degli indicatori TAXUD e dei principi enunciati, nonché per la liquidazione delle spese del giudizio di legittimità. Non è stata decisa in via definitiva l’inclusione delle royalties nel valore in dogana: tale questione dovrà essere nuovamente valutata dal giudice di rinvio.

Norme richiamate

  • Art. 384 c.p.c.

    La Corte regionale ha trascurato di compiere un accertamento sulla base degli indicatori Taxud, che era quanto il provvedimento cassatorio della Corte di Cassazione indefettibilmente, nella sostanza, postulava.

    Il giudice di rinvio deve dare effettiva attuazione alle indicazioni e ai principi contenuti nella decisione di cassazione; nel caso concreto la CTR non ha svolto l’accertamento richiesto, omettendo di confrontarsi con gli indicatori TAXUD.

  • Art. 32, paragrafo 1, lettera c), del regolamento CEE n. 2913/1992 (Codice doganale comunitario)

    In tema di diritti doganali, ai fini della determinazione del valore in dogana di prodotti che siano stati fabbricati in base a modelli e con marchi oggetto di contratto di licenza e che siano importati dalla licenziataria, il corrispettivo dei diritti di licenza va aggiunto al valore di transazione, a norma dell'art. 32 del regolamento CEE del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, come attuato dagli artt. 157, 159 e 160 del regolamento CEE della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, qualora il titolare dei diritti immateriali sia dotato di poteri di controllo sulla scelta del produttore e sulla sua attività e sia il destinatario dei corrispettivi dei diritti di licenza.

    Le royalties vanno aggiunte al valore di transazione quando ricorrono le condizioni indicate: il titolare dei diritti immateriali esercita poteri di controllo sulla scelta e sull’attività del produttore ed è destinatario dei corrispettivi. La sussistenza del controllo va accertata considerando concretamente i rapporti e le clausole negoziali, anche alla luce degli indicatori TAXUD.

  • Artt. 157, 159 e 160 del regolamento CEE n. 2454/1993 (disposizioni di applicazione del Codice doganale comunitario)

    In tema di diritti doganali, ai fini della determinazione del valore in dogana di prodotti che siano stati fabbricati in base a modelli e con marchi oggetto di contratto di licenza e che siano importati dalla licenziataria, il corrispettivo dei diritti di licenza va aggiunto al valore di transazione, a norma dell'art. 32 del regolamento CEE del Consiglio 12 ottobre 1992, n. 2913, come attuato dagli artt. 157, 159 e 160 del regolamento CEE della Commissione 2 luglio 1993, n. 2454, qualora il titolare dei diritti immateriali sia dotato di poteri di controllo sulla scelta del produttore e sulla sua attività e sia il destinatario dei corrispettivi dei diritti di licenza.

    Le disposizioni attuative disciplinano l’inclusione dei corrispettivi di licenza nel valore doganale. In base al principio richiamato dalla Corte, tale inclusione dipende anche dall’accertamento dei poteri di controllo del licenziante sul produttore e dalla sua titolarità dei corrispettivi.

Massime di principio

  • Nel giudizio di rinvio, il giudice deve rispettare le indicazioni sostanziali della cassazione e svolgere l’accertamento che esse richiedono; non è sufficiente riproporre una conclusione già adottata senza affrontare gli elementi indicati.
  • Le royalties per marchi o altri diritti immateriali non si aggiungono automaticamente al valore doganale: occorre verificare le condizioni previste dalla disciplina, in particolare il controllo del licenziante sulla scelta del produttore e sulla sua attività e la titolarità dei corrispettivi.
  • Per accertare il controllo del licenziante occorre esaminare in concreto il complesso dei rapporti e delle clausole contrattuali. Gli indicatori del documento TAXUD, pur non essendo giuridicamente vincolanti, sono strumenti interpretativi rilevanti e non possono essere ignorati.
  • La decisione in esame non stabilisce definitivamente se le royalties contestate vadano incluse nel valore in dogana: annulla la pronuncia del giudice di rinvio per insufficiente esame e rimette la questione a un nuovo giudizio.

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