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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 14259/2022 del 13/04/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha accolto il motivo ritenendolo fondato. Ha annullato la sentenza impugnata limitatamente alla determinazione della pena e ha disposto il rinvio ad altra sezione della Corte di appello di Torino per un nuovo giudizio sul computo della pena, confermando per il resto la decisione impugnata.

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Miceli ha impugnato il calcolo della pena sostenendo che la Corte di appello, dopo aver ritenuto prevalente l'attenuante autonoma di cui al capoverso dell'art. 648 c.p., ha però determinato la pena prendendo come base la cornice edittale della fattispecie ordinaria (art. 648, comma primo) anziché la cornice edittale propria dell'ipotesi attenuata; in tal modo la riduzione per attenuante è stata applicata su una pena di partenza errata.

Norme richiamate

  • art. 648 cod. pen.

    Distinzione tra la fattispecie ordinaria e l'ipotesi attenuata (capoverso): l'attenuante autonoma prevista dal capoverso determina una cornice edittale propria che deve essere utilizzata come punto di partenza quando viene ritenuta prevalente.

  • art. 69 cod. pen.

    Norma sul giudizio di comparazione delle circostanze che deve essere applicata per confrontare l'attenuante con la recidiva; l'attenuante autonoma va inclusa nel giudizio di comparazione e, se prevale, la pena va determinata sulla cornice edittale risultante da tale valutazione.

  • art. 99 cod. pen.

    Rilevanza dell'aumento per recidiva: l'applicazione dell'aumento sulla pena attenuata può determinare illegittimità se il computo non rispetta la cornice edittale propria dell'ipotesi attenuata.

  • Sentenza Corte Cost. 105/2014

    Richiamata per il principio secondo cui l'attenuante di cui al capoverso dell'art. 648 può prevalere sulla recidiva; utilizzata dalla Corte di merito nel bilanciamento, ma la Cassazione ha evidenziato l'errore nel successivo calcolo della pena.

  • Giurisprudenza di legittimità (Sez. 2, n. 25121 del 13/05/2021; Sez. 2, n. 1845 del 17/01/2013)

    Orientamenti che precisano che l'ipotesi attenuata di ricettazione è una circostanza attenuante (non una autonoma fattispecie di reato) da includere nel giudizio di comparazione e che l'applicazione degli aumenti (es. per recidiva) sulla pena attenuata può rendere la sanzione illegittima per eccesso se il calcolo non è corretto.

Massime di principio

  • Quando il giudice ritiene prevalente un'attenuante autonoma (es. il capoverso dell'art. 648 c.p.), la pena va determinata prendendo come base la cornice edittale propria dell'ipotesi attenuata, non la cornice della fattispecie ordinaria.
  • Il giudizio di comparazione ex art. 69 c.p. deve essere chiaramente motivato e, se porta a considerare prevalente l'attenuante sulla recidiva, il calcolo della pena deve riflettere quella scelta fin dall'origine del computo.
  • L'applicazione di aumenti (come per la recidiva ex art. 99) sulla pena attenuata richiede particolare attenzione: un errato calcolo può determinare l'illegittimità della pena per eccesso e portare all'annullamento con rinvio.
  • In presenza di riduzioni ulteriori (es. per il rito), tali sconti devono essere applicati dopo aver correttamente individuato la pena di partenza sulla base della cornice edittale risultante dal bilanciamento delle circostanze.
  • Se il giudice di merito non espone adeguata motivazione quando utilizza una pena di base più elevata della misura tipica dell'attenuante, la sentenza è vulnerabile in Cassazione e potrà essere annullata limitatamente al computo della pena.

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