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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 8277/2022 del 09/03/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente ha censurato la Corte d'appello per mancata risposta ai "motivi nuovi" con i quali aveva allegato documentazione dimostrante che il fatto relativo alla truffa ai danni di Luppi Alice era già stato oggetto di altro procedimento, estinto per remissione della querela. La questione sollevata concerneva il divieto di "bis in idem" / l'improcedibilità dell'azione penale. La Cassazione ha analizzato anche il problema di ammissibilità dei motivi nuovi rispetto ai limiti della devoluzione e ha ritenuto che, poiché si trattava di una questione attinente al divieto di bis in idem applicabile anche in sede di esecuzione (art. 669 c.p.p.), la Corte territoriale doveva dare adeguata risposta.

La decisione

La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso: ha annullato la sentenza impugnata limitatamente al reato di truffa in danno di Luppi Alice e ha disposto il rinvio ad altra Sezione della Corte d'appello di Milano per nuovo giudizio. La nuova Sezione dovrà accertare se sussistono i presupposti per pronunciare l'improcedibilità dell'azione penale (per bis in idem/estinzione del reato in altro procedimento) e adottare le conseguenti determinazioni.

Norme richiamate

  • art. 581, comma 1, lett. a), cod. proc. pen.

    Fissato il limite della devoluzione: i motivi nuovi devono essere sviluppo o migliore esposizione dei motivi principali; non possono estendere il petitum. Tale regola è richiamata per valutare l'ammissibilità dei motivi nuovi.

  • art. 669, cod. proc. pen.

    Richiamato come norma che consente valutazioni in sede di esecuzione/decisione sul divieto di bis in idem; la Corte ha ritenuto che questioni attinenti all'improcedibilità possono essere esaminate anche se emergono nei motivi nuovi e richiedono risposta.

  • Giurisprudenza: Sez. 2, n. 1417 del 11/10/2012 (P.C. in proc. Platamone e altro)

    Principio consolidato secondo cui i motivi nuovi sono ammessi solo se rappresentano sviluppo dei motivi principali; citazione utilizzata per delimitare il perimetro di ammissibilità dei motivi nuovi.

Massime di principio

  • I "motivi nuovi" in Cassazione sono ammessi solo se costituiscono sviluppo o migliore esposizione dei motivi principali: non possono introdurre nuove censure che amplino il petitum dell'impugnazione.
  • Tuttavia, questioni relative al "bis in idem" o all'improcedibilità dell'azione penale (ad es. estinzione del reato per remissione della querela in altro procedimento) possono richiedere valutazione anche se prospettate come motivo nuovo, perché incidono sul diritto sostanziale e sull'esecuzione della pena.
  • La Corte territoriale ha l'onere di dare adeguata e motivata risposta a rilievi specifici e rilevanti posti nei motivi nuovi; la mancata risposta può comportare annullamento limitato alla parte interessata e rinvio per nuovo giudizio.
  • In casi simili è prudente documentare tempestivamente l'esistenza di precedenti procedimenti e l'eventuale estinzione per remissione della querela, e collegare esplicitamente tali elementi ai motivi principali dell'impugnazione per aumentare l'ammissibilità.
  • Se la Cassazione annulla parzialmente la sentenza e rinvia, la Corte d'appello dovrà accertare concretamente i presupposti dell'improcedibilità e applicare le conseguenze processuali (es. esclusione della responsabilità o declaratoria di improcedibilità).
  • Per i difensori: quando si propongono motivi nuovi, evidenziare il nesso logico-giuridico con i motivi originari e, se si solleva una questione di natura procedurale o di ordine pubblico (come il bis in idem), insistere perché sia trattata anche in quanto rilevante d'ufficio.

Testo integrale

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