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Cassazione Penale, Ordinanza n. 08373/2026 del 03/03/2026

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
In breve

La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Ha quindi disposto la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e della somma di euro tremila in favore della Cassa delle ammende. La decisione di merito sulla responsabilità è rimasta ferma.

Esito

INAMMISSIBILITA

Favorevole al resistente (pubblico ministero)

La controversia

L'imputato ha proposto ricorso per cassazione avverso la sentenza della Corte d'appello di Roma del 16 aprile 2025. Il primo motivo deduceva vizio di motivazione in ordine al giudizio di responsabilità, ma la censura risultava sostanzialmente riproduttiva di profili già esaminati e disattesi dal giudice di merito, senza una specifica critica alle argomentazioni della sentenza impugnata. Il secondo motivo contestava la sussistenza dell'aggravante della minorata difesa ex art. 61, primo comma, n. 5 c.p., sostenendo che non fosse configurabile; la Corte di cassazione lo ha ritenuto non consentito in sede di legittimità e comunque manifestamente infondato, rilevando che l'imputato aveva approfittato della minorata difesa di una persona offesa anziana, nata nel 1941. Il terzo motivo lamentava difetto di motivazione sulla richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto ex art. 131-bis c.p.; anche tale doglianza è stata ritenuta non consentita in sede di legittimità e manifestamente infondata, perché la minorata difesa costituiva condotta ostativa all'applicazione dell'istituto.

Norme richiamate

  • art. 61, primo comma, n. 5 c.p.

    L'aggravante della minorata difesa è configurabile quando l'autore approfitti di una condizione della persona offesa che ne riduca la capacità di difesa; nel caso concreto la Corte ha ritenuto integrata tale situazione in ragione dell'età avanzata della vittima.

  • artt. 132 e 133 c.p.

    La determinazione della pena, inclusi aumenti e diminuzioni per circostanze aggravanti o attenuanti e la fissazione della pena base, rientra nella discrezionalità del giudice di merito, purché sorretta da motivazione congrua e coerente con i criteri legali.

  • art. 131-bis c.p.

    La particolare tenuità del fatto non è applicabile quando ricorre una condotta ostativa, nella specie la minorata difesa della persona offesa.

Massime di principio

  • In sede di legittimità non sono ammissibili censure che si limitino a riprodurre doglianze già esaminate e disattese dal giudice di merito, senza una specifica confutazione della motivazione impugnata.
  • L'aggravante della minorata difesa può essere ravvisata quando l'agente approfitti di una concreta vulnerabilità della persona offesa, desumibile anche da condizioni oggettive come l'età avanzata.
  • La dosimetria della pena è espressione di discrezionalità del giudice di merito e non è censurabile in cassazione se la motivazione richiama in modo congruo gli elementi ritenuti rilevanti ai sensi degli artt. 132 e 133 c.p.
  • La richiesta di particolare tenuità del fatto è incompatibile quando il fatto presenti una connotazione ostativa prevista dalla legge o comunque ritenuta tale dalla giurisprudenza, come l'approfittamento della minorata difesa della vittima.

Come è indicizzato

MaterieCircostanze del reatoCause di non punibilità
RamiParte generale
IstitutiParticolare tenuità del fatto

Testo integrale

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