Cassazione Penale, Sentenza n. 15460/2023 del 13/04/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente impugna l'ordinanza che ha confermato nei suoi confronti la misura interdittiva (divieto di esercitare attività imprenditoriale e commerciale nel settore agroalimentare) con riferimento al reato di associazione per delinquere finalizzata a frode in commercio e contraffazione di indicazioni geografiche. Con il primo motivo lamenta violazione di legge e vizio di motivazione per mancata prova di un vincolo associativo stabile, mancata individuazione di una struttura organizzativa e assenza di elementi che lo qualifichino come capo o promotore; richiama inoltre una precedente ordinanza di riesame che avrebbe escluso durevole asservimento della società Imperial Vini S.r.l.. Con il secondo motivo contesta l'attualità delle esigenze cautelari e la proporzione della misura, deducendo la cessazione del pericolo di reiterazione sulla base di controlli e campionamenti favorevoli e della distanza temporale degli episodi contestati.
La decisione
La Corte ha rigettato il ricorso: il primo motivo è stato ritenuto infondato e il secondo inammissibile. La Corte ha ritenuto congrua e non manifestamente illogica la motivazione del Tribunale di Roma, che ha fornito risposte puntuali alle doglianze difensive e ha ricostruito un quadro indiziario robusto fondato su intercettazioni, perquisizioni, sequestri e analisi su campioni, idoneo a dimostrare la sussistenza di un'organizzazione criminale in sovrapposizione, in parte, alla struttura societaria. La misura interdittiva è stata quindi confermata come necessaria, adeguata e proporzionata in presenza di un pericolo di recidiva ritenuto attuale e concreto.
Norme richiamate
norma richiamata in relazione alle richieste scritte del Pubblico Ministero trasmesse ai sensi della disposizione; utilizzata per segnalare la posizione del PM sulla richiesta di declaratoria di inammissibilità
artt. 274 lett. c), 275 e 292 c.p.p.
norme processuali evocati dal ricorrente in relazione al vizio di motivazione e alla valutazione delle esigenze cautelari; la Corte ha ritenuto le doglianze connesse a tali norme inammissibili o manifestamente infondate nel giudizio di legittimità
istituto dell'associazione per delinquere (configurazione giurisprudenziale)
non indicata come articolo specifico nel testo
la Corte interpreta in senso consolidato la possibilità di sovrapposizione tra società lecita e associazione criminale: non è necessaria una coincidenza materiale totale tra organici e mezzi, bastando la stabile convergenza di condotte e direttive apicali che trasformino in parte la struttura aziendale in strumento per finalità illecite
Massime di principio
- La contraddittorietà della motivazione va valutata rispetto al provvedimento impugnato e non rispetto ad altri provvedimenti emessi su aspetti diversi (es. riesame del sequestro).
- In presenza di intercettazioni, perquisizioni, sequestri e analisi di campioni che evidenziano condotte reiterate e sistematiche, il giudice può ritenere sussistente un quadro indiziario idoneo a configurare un'associazione per delinquere anche se l'organo illecito si sovrappone in parte a una società lecita.
- Non è necessario che l'organizzazione criminale sia creata ad hoc: una struttura societaria preesistente può costituire la 'struttura organizzativa' dell'associazione se emerge una convergenza programmatica e direttive apicali finalizzate a reati ripetuti.
- La valutazione della gravità indiziaria e delle esigenze cautelari in sede di legittimità riguarda la logicità e la completezza della motivazione del giudice di merito, non una rinnovata valutazione probatoria; i rilievi difensivi che chiedono la rivalutazione degli elementi vanno spesso respinti.
- La distanza temporale dei fatti non esclude l'applicabilità di misure interdittive se emergono elementi che dimostrano la persistenza o la reiterazione delle condotte o segnali recenti di proseguimento dell'attività illecita.
- Le misure interdittive devono essere valutate secondo i criteri di necessità, adeguatezza e proporzionalità: sono legittime se il giudice indica elementi concreti che giustificano il pericolo di recidiva.
- Decisioni negative su misure di natura diversa (es. annullamento di sequestro preventivo) non impediscono di sostenere l'esistenza di esigenze cautelari in un diverso procedimento, se il giudice spiega le ragioni divergenti sulla base di acquisizioni probatorie specifiche.
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