Cassazione Penale, Sentenza n. 34312/2023 del 03/08/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Imputato ha impugnato l'ordinanza del Tribunale del riesame contestando la ritenuta sussistenza dei gravi indizi di colpevolezza: a) carenza nella descrizione dei poteri effettivi attribuiti al Soria in SMA Campania e della loro utilizzazione nei bandi, gare e affidamenti presso il depuratore Napoli Est; b) inaffidabilità e incoerenza delle dichiarazioni rese da coindagati, tutte riconducibili a fonti comuni (in particolare Abbate Salvatore) con presunti motivi di astio verso Soria; c) equivocità delle intercettazioni, che non identificherebbero univocamente il Soria nel soggetto soprannominato "O' Trac".
La decisione
La Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto che il Tribunale del riesame avesse motivato in modo logico e completo la sussistenza di gravi indizi a carico del Soria, valorizzando dichiarazioni di più coindagati (Abbate Salvatore, Perna Giacomo, Abbate Rolando, Riccardi Luigi, Di Domenico Luciano) e conversazioni intercettate che collegano il Soria a percezioni periodiche di somme (anche indicate come "tangenti" o "ventimila euro al mese") e ad utilità materiali. Il Tribunale del riesame ha inoltre individuato plausibilmente il Soria nel soprannome "O Trac". I giudici di legittimità hanno confermato che, nel procedimento cautelare, il sindacato è limitato al controllo di adeguatezza e logicità della motivazione e non può sostituirsi a una diversa valutazione delle prove già compiute; hanno richiamato la giurisprudenza che riconosce qualificazione pubblicistica ai vertici delle società in house e che ritiene configurabile il reato di corruzione anche nel caso del "mercimonio della funzione" quando emergano atti specifici contrari ai doveri d'ufficio. Conseguentemente il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
artt. 110, 81, 319-321, 353-bis
Gli artt. 319-321 (corruzione e reati connessi) sono interpretati nel senso che dopo le modifiche normative il c.d. "mercimonio della funzione" o la "messa a libro paga" integra il reato di corruzione quando emergano specifici atti contrari ai doveri d'ufficio; l'art. 110 e 81 richiamati per la partecipazione e concorso; l'art. 353-bis per i reati in materia di appalti/turbative collegati.
Giurisprudenza della Corte di Cassazione (massime richiamate)
Sez. 2, n. 27866/2019 (Mazzelli); Sez. 3, n. 209/2020 (Marotta); Sez. 6, n. 18125/2019 (Bolla); Sez. 6, n. 34929/2018 (Guarischi); Sez. 6, n. 15573/2017 (Di Guardo); Sez. 6, n. 23908/2023 (Mercadante) e altre
Richiamata per due ordini di principi: 1) nel ricorso per cassazione avverso provvedimenti cautelari si verifica principalmente la logicità e l'adeguatezza della motivazione, non la riconsiderazione piena delle risultanze probatorie; 2) è consolidata l'attribuzione di natura pubblicistica ai vertici delle societa' in house e l'attendibilita' dell'intermediario/alter ego per la configurabilità del reato di corruzione e per la turbativa d'asta.
Massime di principio
- Nel giudizio di legittimità su provvedimenti cautelari il controllo è limitato alla verifica della logicità e adeguatezza della motivazione; non è consentito un nuovo apprezzamento pieno delle prove già valutate dal giudice di merito.
- Dichiarazioni di coindagati e riscontri intercettivi, se concordanti e supportati da elementi concreti (es. flussi di denaro, consegne, utilità materiali), possono costituire, a livello indiziario, fondamento sufficiente per misure cautelari.
- La mera contrapposizione di una ricostruzione alternativa deve essere plausibile e dettagliata: è onere dell'indagato proporre una ricostruzione alternativa credibile per scalfire l'interpretazione del giudice di merito.
- Per i vertici di società in house è consolidato il riconoscimento della qualifica pubblicistica: ciò facilita l'applicazione delle norme penali sulla corruzione quando emergano atti contrari ai doveri d'ufficio.
- Il riconoscimento di un soprannome/intercalare (es. "O' Trac") come identificativo di un soggetto indagato può essere ritenuto valido se il collegamento risulta adeguatamente motivato e inserito in un contesto indiziario più ampio.
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