Cassazione Penale, Sentenza n. 19456/2024 del 16/05/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeLa Corte ha annullato senza rinvio la sentenza impugnata perché il reato è estinto per remissione di querela. Tuttavia ha disposto che le spese del procedimento rimangono a carico del querelato ai sensi dell'art. 340, comma 4, c.p.p.
Esito
Favorevole al ricorrente
La controversia
Impugnazione avverso la sentenza di merito che aveva ritenuto il ricorrente responsabile del reato di tentato furto. In sede di ricorso il difensore ha depositato una memoria con allegati i verbali di remissione della querela e della sua accettazione, deducendo che il reato è estinto per remissione di querela.
Norme richiamate
art. 340, comma 4, cod. proc. pen.
La Corte ha ritenuto applicabile l'art. 340, comma 4, c.p.p., per cui, nonostante l'estinzione del reato e l'annullamento della sentenza senza rinvio, le spese del procedimento restano a carico del querelato.
Massime di principio
- La remissione della querela, una volta validamente documentata e accettata, estingue il reato perseguibile a querela di parte e può determinare l'annullamento della sentenza per sopravvenuta estinzione.
- È fondamentale depositare nei gradi di giudizio i verbali o documenti comprovanti la remissione della querela e la sua accettazione per ottenere l'effetto estintivo.
- L'annullamento senza rinvio viene adottato quando l'estinzione del reato rende inutile il rinvio per un nuovo esame di merito.
- L'estinzione del reato non esclude automaticamente ulteriori conseguenze processuali o economiche: il giudice può comunque imputare le spese processuali secondo le norme applicabili (es. art. 340, comma 4, c.p.p.).
- Occorre verificare sempre la tipologia di procedibilità (a querela o d'ufficio) e il momento in cui la remissione è intervenuta, perché tali elementi condizionano l'effetto estintivo e la sua operatività nei vari gradi di giudizio.
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