Cassazione Penale, Sentenza n. 21070/2022 del 31/05/2022
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
El Hou Sofiane era stato ritenuto colpevole del reato di furto (art. 624 c.p.) con l'aggravante di cui all'art. 625, n. 7 c.p. per essersi impossessato di un'autovettura parcheggiata e lasciata aperta e di due telefoni cellulari. Ha impugnato la sentenza denunciando vizio di motivazione sull'identificazione operata da un teste oculare (El Montaser) e chiedendo la derubricazione da furto aggravato a furto semplice perché il proprietario aveva lasciato l'auto aperta; ha inoltre richiamato l'effetto estintivo della remissione di querela.
La decisione
La Corte di Cassazione ha ritenuto il primo motivo inammissibile perché sostanzialmente richiedeva la rivalutazione del materiale probatorio, compito non spettante al giudice di legittimità. Ha però accolto il secondo motivo: ha escluso l'aggravante dell'art. 625, n. 7 c.p., ritenendo che tale aggravante sia applicabile solo quando l'esposizione alla pubblica fede derivi da una situazione di necessità e non da mera comodità o trascuratezza. Esclusa l'aggravante e avendo il querelante rimesso la querela, il reato è stato dichiarato estinto; la sentenza impugnata è stata annullata senza rinvio. L'imputato è stato comunque condannato al pagamento delle spese processuali.
Norme richiamate
Riferito al reato di furto, qualificazione dei fatti come appropriazione di beni mobili altrui al fine di trarne profitto.
L'aggravante per cose esposte alla pubblica fede è applicabile solo quando l'esposizione derivi da una situazione di necessità relativa e non da mera comodità o trascuratezza; il giudice di merito deve motivare le ragioni concrete che giustificano la necessità dell'esposizione.
remissione di querela
La remissione della querela nei reati procedibili a querela comporta l'estinzione del reato quando l'aggravante esclusa rende il fatto procedibile a querela, con conseguente annullamento della condanna.
Massime di principio
- La Corte di Cassazione non riesamina i fatti e le prove: i rilievi di vizio di motivazione devono evidenziare un errore giuridico o una manifesta illogicità nella valutazione probatoria, altrimenti il motivo è inammissibile.
- L'aggravante dell'art. 625, n. 7 c.p. (esposizione alla pubblica fede) richiede che la cosa sia stata lasciata incustodita per una situazione di necessità relativa e non per semplice distrazione o comodità; il giudice deve motivare le ragioni che giustificano tale necessità.
- Se l'aggravante contestata viene esclusa e il reato è procedibile a querela, la remissione della querela estingue il reato e comporta l'annullamento della sentenza di condanna.
- Per la difesa in casi analoghi è utile acquisire elementi che dimostrino la mancanza di necessità del proprietario (ad esempio abitudini, modalità di sosta) oppure, al contrario, le ragioni che giustificavano l'abbandono dell'auto, a seconda della strategia difensiva.
- L'identificazione operata da testimoni supportata da immagini video può essere ritenuta sufficiente dal giudice di merito se la testimonianza è chiara e circostanziata; in Cassazione non è possibile chiedere la rivalutazione integrale di tali elementi probatori.
Testo integrale
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