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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 10205/2024 del 11/03/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il ricorrente impugnava per cassazione la dichiarazione di inammissibilità dell'appello con cui aveva censurato la sentenza di primo grado del Tribunale di Larino che lo aveva riconosciuto responsabile del reato di ricettazione. La censura principale era l'omessa considerazione, da parte del primo giudice, delle dichiarazioni confessorie rese dall'imputato (che ammetteva di aver sottratto l'aratro per rivenderlo) e la presenza di elementi materiali di riscontro (tracce di trascinamento che conducevano dall'abitazione della vittima a quella del ricorrente). La Corte d'appello aveva ritenuto l'atto di gravame generico e privo dei requisiti di ammissibilità, sostenendo che l'appellante si era limitato a ripetere la ricostruzione di primo grado e a chiedere la riqualificazione in furto (art. 624 c.p.) senza argomentare.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato. Ha richiamato il principio delle SS.UU. "Galtelli" secondo il quale l'onere di specificità dell'atto di appello è proporzionale alla specificità delle ragioni poste a fondamento della decisione impugnata; dato che la sentenza di primo grado era particolarmente sintetica e non aveva adeguatamente motivato il rigetto delle dichiarazioni confessorie, l'atto di appello, pur stringato, era idoneo a contrapporre le ragioni della difesa. La Corte ha quindi annullato la sentenza della Corte d'appello e ha disposto la trasmissione degli atti alla Corte d'appello di Campobasso, in diversa composizione, per il giudizio.

Norme richiamate

  • art. 23, comma 8, del DL 137/2020

    Richiamato solo come base procedurale per la trasmissione della requisitoria scritta da parte della Procura Generale; non è oggetto di un'interpretazione sostanziale nella decisione.

  • SS.UU. "Galtelli"

    Principio giurisprudenziale richiamato per stabilire che il requisito di specificità dell'atto di impugnazione è commisurato alla specificità della motivazione della decisione impugnata: se il primo giudice ha motivato in modo scarno, l'appello non deve essere più analitico di quello che era il decisum impugnato per essere ritenuto ammissibile.

  • art. 624 c.p.

    Norma evocata nell'atto di appello come possibile riqualificazione del fatto nella ipotesi di furto; la Corte d'appello aveva ritenuto che la semplice invocazione di una diversa qualificazione giuridica, senza confronti argomentativi con la sentenza impugnata, fosse insufficiente, ma la Cassazione ha ritenuto che, nel contesto dei motivi e della scarna motivazione di primo grado, la censura fosse comunque idonea a sostenere l'appello.

Massime di principio

  • L'ammissibilità dell'appello richiede una specificità che è proporzionale alla specificità della motivazione della sentenza impugnata: sentenze di primo grado molto sintetiche permettono motivi di appello meno analitici purché contrappongano ragioni chiare alla motivazione originaria (principio "Galtelli").
  • Se il giudice di primo grado omette di considerare dichiarazioni confessorie dell'imputato o non compie accertamenti investigativi indicati nei fatti, l'appello che lamenta tale omissione può considerarsi ammissibile e meritevole di esame; l'omessa valutazione di confessioni può essere motivo valido di impugnazione.
  • La mera evocazione di una diversa qualificazione giuridica (es. riqualificazione da ricettazione a furto) deve essere accompagnata da un confronto argomentativo con le ragioni della sentenza impugnata; tuttavia, la richiesta di riqualificazione assume maggior valore se posta in relazione a concrete risultanze probatorie trascurate dal primo giudice.
  • La Corte di Cassazione può annullare decisioni di inammissibilità dell'appello quando ritiene che la Corte d'appello abbia applicato erroneamente il principio di specificità, e può disporre il rinvio (nuovo esame) alla Corte territoriale in diversa composizione.
  • In casi pratici, è consigliabile nell'atto di appello: a) indicare chiaramente quali elementi di fatto o prove il primo giudice ha trascurato; b) spiegare il nesso probatorio tra prove materiali e dichiarazioni; c) se si chiede una riqualificazione, motivare il perché la diversa fattispecie è più coerente con gli elementi acquisiti.

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