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Sentenza

Sentenza n. 5984/2026 - Napoli, Sezione 9

per l'esecuzione del giudicato formatosi sulla sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, n. 1240/2024

Giustizia amministrativa202601726

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale
TAR Campania - Napoli, Sez. IXSentenzaGiudizio di ottemperanza

Atto impugnato: mancata esecuzione della sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, n. 1240/2024, relativa al riconoscimento della Carta elettronica del docente per cinque anni scolastici

Esito

ACCOGLIMENTO

Favorevole al ricorrente (docente precaria)

Prevale il privato

La controversia

La docente ha proposto ricorso per l'ottemperanza della sentenza del Tribunale di Napoli, sezione lavoro, n. 1240/2024, notificata al Ministero il 22 aprile 2024 e non impugnata, come attestato dalla certificazione di cancelleria del 19 marzo 2025. Il giudicato aveva condannato il Ministero a riconoscere il beneficio di 500 euro annui tramite la Carta elettronica per l'aggiornamento e la formazione del personale docente, alle stesse condizioni del personale di ruolo, per il servizio a tempo determinato prestato negli anni scolastici 2018/2019, 2019/2020, 2020/2021, 2021/2022 e 2022/2023. Dedotta la persistente inerzia ministeriale, la ricorrente ha chiesto l'accertamento dell'inottemperanza, l'assegnazione di un termine per adempiere, la nomina di un commissario ad acta e la rifusione delle spese.

La decisione

Il TAR ha accolto il ricorso, verificando la sussistenza dei presupposti dell'art. 114 c.p.a., inclusi il passaggio in giudicato della sentenza e l'inutile decorso del termine previsto dall'art. 14, comma 1, del d.l. n. 669/1996. Ha ordinato al Ministero di pagare integralmente le spettanze riconosciute dal titolo entro sessanta giorni dalla notificazione o, se anteriore, dalla comunicazione della sentenza. Per il caso di ulteriore inottemperanza ha nominato commissario ad acta il dirigente della DGOSV, o un funzionario da lui delegato con adeguate competenze. Ha precisato che l'incarico di ausiliario del giudice è obbligatorio e non può essere rifiutato né condizionato da disposizioni interne dell'amministrazione di appartenenza; il compenso del commissario sarà liquidato successivamente con decreto collegiale secondo le disposizioni indicate in motivazione, e la relativa parcella deve essere presentata nei termini stabiliti dall'art. 71 del d.P.R. n. 115/2002, decorrenti dal compimento dell'ultimo atto esecutivo. Ha inoltre disposto il deposito telematico degli atti del commissario tramite PAT. Il Ministero è stato condannato a pagare le spese di lite, liquidate in 800 euro oltre accessori e contributo unificato, se dovuti, con attribuzione al difensore antistatario.

Norme richiamate

  • art. 114 c.p.a.

    Rilevato che alla luce della documentazione versata in atti sussistono tutti i presupposti di cui all’art. 114 cod. proc. amm., avuto segnatamente riguardo alla mancata impugnazione della sentenza, attestata da apposita certificazione di cancelleria, e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’art. 14, co. 1, decreto-legge n. 669/1996, convertito in legge n. 30/1997;

    Il giudizio di ottemperanza è ammissibile e fondato quando il titolo giudiziale è passato in giudicato e sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento nei confronti dell'amministrazione.

  • art. 14, comma 1, d.l. n. 669/1996, convertito dalla l. n. 30/1997

    Rilevato che alla luce della documentazione versata in atti sussistono tutti i presupposti di cui all’art. 114 cod. proc. amm., avuto segnatamente riguardo alla mancata impugnazione della sentenza, attestata da apposita certificazione di cancelleria, e all’inutile decorso del termine ne ante quem di cui all’art. 14, co. 1, decreto-legge n. 669/1996, convertito in legge n. 30/1997;

    Il termine dilatorio previsto dalla disposizione deve essere inutilmente decorso prima che possa procedersi all'esecuzione coattiva del giudicato nei confronti dell'amministrazione.

  • art. 71 d.P.R. n. 115/2002

    tale parcella andrà presentata, a pena di decadenza, nei termini di cui all'art. 71 del D.P.R. n. 115/2002, con l’ulteriore precisazione che il dies a quo per la decorrenza del suddetto termine non coincide con il deposito della relazione sull'attività svolta, bensì con il compimento dell’ultimo atto di esecuzione della presente sentenza;

    Il termine per presentare la parcella del commissario ad acta decorre dal compimento dell'ultimo atto di esecuzione della sentenza, non dal deposito della relazione sull'attività svolta.

Massime di principio

  • Per esperire l'ottemperanza nei confronti di un'amministrazione occorre che il titolo sia passato in giudicato e che sia inutilmente decorso il termine dilatorio previsto per l'adempimento; accertati tali presupposti, il giudice può ordinare l'esecuzione entro un termine e nominare un commissario ad acta per l'eventuale ulteriore inottemperanza.
  • L'incarico di commissario ad acta, quale ausiliario del giudice, è intrinsecamente obbligatorio e non può essere rifiutato né inciso da disposizioni interne dell'amministrazione di appartenenza.
  • Il termine per presentare la parcella del commissario ad acta decorre dal compimento dell'ultimo atto esecutivo e non dal deposito della relazione sull'attività svolta.

Come è indicizzato

MaterieGiudizio di ottemperanzaPersonale scolastico
RamiProcesso amministrativoPubblico impiego e concorsi
IstitutiOttemperanza e commissario ad acta

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