Cassazione Civile, Sentenza n. 9157/2023 del 03/04/2023
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al ricorrente
La controversia
La controversia riguarda la natura demaniale dei volumi sottostanti agli archi di sostegno della strada statale Sorrentina (km 14+350, Comune di Vico Equense), occupati dalla ricorrente che è proprietaria del terreno limitrofo. AVI contestava la demanialità e sosteneva l'assenza di provvedimenti espropriativi o di dismissione che legittimassero la titolarità pubblica; il MEF e ANAS avevano invece rivendicato la natura demaniale degli spazi come proiezione del sedime stradale.
La decisione
La Corte di cassazione ha dichiarato inammissibili il primo e il terzo motivo, ha assorbito il quarto motivo e ha accolto il secondo motivo di ricorso. Ha cassato la sentenza della Corte d'appello limitatamente alla censura accolta e ha rinviato la causa alla Corte d'appello di Napoli in diversa composizione perché riesamini le domande, le eccezioni e le prove alla luce dei principi di diritto enunciati. In sostanza la Cassazione ha ritenuto errata la motivazione della Corte d'appello che aveva ritenuto demaniali i volumi sottostanti fondandosi automaticamente sull'art. 840 c.c. senza valutare i presupposti della presunzione di demanialità (requisiti spaziali e funzionali) né l'onere della prova e la possibile prova contraria offerta dal privato.
Norme richiamate
L'art. 840 estende la proprietà "ad sidera et ad inferos" ma la Cassazione chiarisce che la nozione di "sottosuolo" è limitata al significato comune (strati profondi sotto il piano di campagna) e non comprende automaticamente il sedime sottostante ponti o viadotti; dunque non è sufficiente per dichiarare demaniale un'area sottostante strutture stradali fuori dal normale sedime
art. 22 legge 2248/1865
Da tale disposizione la giurisprudenza desume la presunzione iuris tantum di demanialità delle aree accessorie alle strade pubbliche (pertinenze stradali), ma la Cassazione richiama che tale presunzione opera solo se ricorrono precisi presupposti spaziali e funzionali
Richiamato nel motivo: principio relativo all'onere della prova. La Corte osserva che, quando sussistono contestazioni fondate da parte del privato, grava sull'amministrazione dimostrare la demanialità e la titolarità pubblica
Norma sul potere cruciale del giudice di valutare la produzione probatoria e i documenti; richiamata in relazione alla valutazione del documentale e delle censure in appello
Richiamato in tema di valutazione dei documenti e degli elementi probatori in appello; la Corte censura l'omessa valutazione dei presupposti della presunzione di demanialità
Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione: in particolare sono state valutate le doglianze per violazione di norme processuali e per omesso esame di fatti decisivi
Richiamato nei motivi per questioni relative al possesso e alla usucapione; la Corte ha però ritenuto assorbita o inammissibile parte delle censure connesse
Massime di principio
- La proprietà del suolo pubblica non comporta automaticamente la demanialità dei volumi sottostanti a ponti o viadotti: l'art. 840 c.c. non copre tout court il sedime sotto opere sopraelevate
- Esiste una presunzione iuris tantum di demanialità per aree accessorie alle strade (derivata dalla normativa storica), ma perché operi occorrono requisiti spaziali (contiguità/comunicazione) e funzionali (integrazione nella funzione viaria); tali presupposti devono essere valutati dal giudice
- L'onere della prova circa la demanialità grava sull'ente pubblico che la invoca; il privato può vincere la presunzione con prova contraria (titoli di proprietà, documentazione di natura privata o prova di dismissione)
- La semplice qualificazione del tratto stradale come "di proprietà dello Stato" non basta a estendere automaticamente la demanialità ai volumi sottostanti senza istruttoria sulla natura dell'area e sui requisiti della presunzione
- Per l'usucapione: i beni demaniali, ove rimanga la qualificazione pubblica, sono inusucapibili; tuttavia la possibilità di usucapire può riemergere se il privato dimostra la perdita della destinazione demaniale (es. dismissione documentata)
- Nelle impugnazioni è fondamentale formulare censure specifiche e coordinate con la ratio decidendi: il giudice del rinvio dovrà esaminare espressamente le contestazioni sulla demanialità e la documentazione probatoria prodotta
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