Cassazione Penale, Sentenza n. 40256/2024 del 31/10/2024
Sintesi
Generata da Trovanorma sul testo ufficialeEsito
Favorevole al resistente
La controversia
Il ricorrente ha impugnato l'ordinanza del 13/05/2024 della Corte d'appello di Torino chiedendo la dichiarazione di non esecutività della sentenza della Corte d'appello del 20/02/1997 (definitiva 08/07/1997). Denuncia la nullità del decreto di latitanza del 17/05/1994 (art. 296 c.p.p.) per mancata effettuazione di ricerche preventive, in particolare all'estero o presso il luogo di nascita estero, e per mancata verifica della volontà dell'imputato di sottrarsi all'esecuzione. Sosteneva inoltre che la documentazione (attività pubblica, viaggi, uso del passaporto) era incompatibile con la volontà di sottrarsi e che le ricerche effettuate si erano limitate a consultazioni poco esaustive (Questura, banca dati, locali notturni), senza attivare la cooperazione internazionale con la Turchia.
La decisione
La Corte di cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto infondati i tre motivi: le ricerche svolte dalla polizia giudiziaria sono state valutate esaustive al momento dell'adozione del decreto di latitanza, non essendo emersi elementi concreti che collocassero l'imputato in un luogo preciso all'estero che avrebbero imposto l'attivazione della cooperazione internazionale. La volontaria sottrazione è stata ritenuta adeguatamente dimostrata anche mediante le dichiarazioni di collaboratori di giustizia e altri elementi di riscontro. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali ai sensi dell'art. 616 c.p.p.
Norme richiamate
Riferito come norma che disciplina il decreto di latitanza; la Corte ha valutato la legittimità del decreto alla luce delle ricerche svolte e della prova della volontaria sottrazione.
art. 295, commi 1 e 2, cod. proc. pen.
Norma che impone attività di ricerca da parte della polizia giudiziaria; la Corte ha ricordato che le ricerche devono essere esaustive ma non necessariamente comprendere ricerche all'estero salvo che emergano elementi concreti che lo richiedano.
art. 548, comma 3, cod. proc. pen.
art. 548, comma 3, cod. proc. pen.
Rilevante in tema di notificazione dell'estratto contumaciale nel procedimento svolto in contumacia; la Cassazione aveva indicato la necessità di verificare la corretta notificazione.
art. 169, comma 4, cod. proc. pen.
art. 169, comma 4, cod. proc. pen.
Citato nel ragionamento sulle ricerche all'estero: la Corte precisa che, in presenza delle condizioni previste dall'art. 169, comma 4, le ricerche estere possono essere richieste, ma non sono sempre obbligatorie.
art. 670, comma 1, cod. proc. pen.
art. 670, comma 1, cod. proc. pen.
Il giudice dell'esecuzione ha riqualificato l'istanza come questione sul titolo esecutivo ai sensi di questa norma prima di valutarne il merito.
Norma richiamata per la condanna alle spese del procedimento a carico del ricorrente in caso di rigetto del ricorso.
Convenzione tra Italia e Turchia (10/08/1926)
Convenzione riguardante la protezione giudiziaria e l'assistenza reciproca in materia di esecuzione delle decisioni giudiziarie
Richiamata dalla difesa per sostenere l'obbligo di cooperazione internazionale; la Corte ha ritenuto tuttavia che la cooperazione non fosse dovuta in assenza di elementi concreti che indicassero la presenza dell'imputato in luogo estero determinato.
Giurisprudenza (Sez. U., n. 18822 del 27/03/2014, Avrann, Rv. 258792)
Sez. U., n. 18822 del 27/03/2014, Avrann, Rv. 258792
Richiamata per precisare che le ricerche devono essere esaustive al duplice scopo di accertare l'impossibilità di esecuzione e la volontarietà della sottrazione, e che le ricerche estere vanno attivate solo se emergono elementi concreti.
Giurisprudenza (Sez. 3, n. 10733 del 07/02/2023, Dervishi, Rv. 284315)
Sez. 3, n. 10733 del 07/02/2023, Dervishi, Rv. 284315
Richiamata per affermare che la volontà di sottrarsi può essere desunta anche da presunzioni purché fondate su elementi fattuali attinenti alle abitudini di vita del ricercato.
Massime di principio
- Per la dichiarazione di latitanza le ricerche della polizia giudiziaria devono essere esaustive in relazione a due scopi: consentire l'esecuzione o dimostrare l'impossibilità di rintraccio, e consentire la valutazione della volontarietà della sottrazione.
- Le ricerche all'estero e l'attivazione della cooperazione internazionale non sono sempre obbligatorie: sono necessarie solo se dalle indagini emergono elementi concreti che collocano la persona in uno specifico luogo estero.
- La volontaria sottrazione può essere dimostrata anche mediante presunzioni purché sorrette da elementi fattuali concreti (es. dichiarazioni di collaboratori, spese sostenute per la latitanza, elementi investigativi).
- Nei procedimenti celebrati in contumacia è essenziale verificare la corretta notificazione dell'estratto contumaciale; l'assenza di tale verifica può rendere necessario un approfondimento giudiziale.
- Il giudice dell'esecuzione può riqualificare l'istanza (es. come questione sul titolo esecutivo ai sensi dell'art. 670 c.p.p.); la valutazione finale riguarda sia la regolarità formale (notifiche, procedure) sia il contenuto probatorio delle ricerche svolte.
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