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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 19311/2022 del 17/05/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

Impugnazione dell'ordinanza che aveva rigettato il riesame avverso il decreto di sequestro preventivo sui beni immobili della societa' Aceto S.p.A. e, subordinatamente, il sequestro per equivalente nei confronti del legale rappresentante. Il ricorrente deduceva: (1) violazione di legge per non aver rispettato il principio di sussidiarietà del sequestro per equivalente rispetto al sequestro diretto (richiamando art. 12-bis d.lgs. 74/2000 e giurisprudenza), sostenendo che non risultava accertata l'inesistenza di beni societari aggredibili; (2) illegittimita' del decreto in relazione alle rimesse effettuate dal curatore fallimentare dopo la consumazione del reato e alla mancata pronuncia del Tribunale su tale questione (richiamando art. 321 c.p.p.).

La decisione

La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso. Ha ritenuto legittimo il sequestro preventivo con struttura "mista" disposto dal G.I.P.: in via principale il sequestro diretto sui beni della societa' e, subordinatamente, il sequestro per equivalente nei confronti del legale rappresentante qualora risultasse impossibile aggredire i beni societari. La Corte ha ribadito i principi secondo cui il sequestro per equivalente e' sussidiario rispetto a quello diretto, che non e' richiesta una ricerca preventiva e completa dei beni profitto del reato prima di disporre il sequestro per equivalente e che la verifica dell'infruttuosita' del sequestro diretto puo' essere demandata alla fase di esecuzione. Ha inoltre dichiarato i motivi proposti dal ricorrente generici e, dunque, inammissibili, condannando il ricorrente al pagamento delle spese.

Norme richiamate

  • art. 10-ter d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma sostanziale del reato contestato (omesso versamento IVA). La Corte l'ha richiamata per motivare l'oggetto del sequestro (importi evasi) e la necessita' di misure cautelari sui beni riferibili al profitto del reato.

  • art. 12-bis d.lgs. n. 74 del 2000

    Norma richiamata dal ricorrente in riferimento ai profili di confisca e sequestro. La Corte ha valutato che il principio di sussidiarieta' del sequestro per equivalente e' rispettato anche in un decreto con struttura "mista" e che non occorre una ricerca esaustiva preliminare dei beni societari prima di disporre la misura per equivalente.

  • art. 606, comma 1, lett. b) cod. proc. pen.

    Norma che disciplina i motivi di ricorso per cassazione (vizi di legittimita'). E' stata richiamata per verificare la fondatezza dei motivi contestati; la Corte ha ritenuto i motivi privi di specificita' sufficiente.

  • art. 321 cod. proc. pen.

    Norma richiamata dal ricorrente in relazione alla gestione delle rimesse del curatore fallimentare. La Corte ha ritenuto il motivo generico perche' non indicava quali rimesse, se presenti, dovessero essere considerate aggredibili.

  • art. 23 d.l. 28 ottobre 2020, n. 137

    Norma richiamata in relazione alla requisitoria del Pubblico Ministero (riferimento formale alla modalita' di redazione della requisitoria). Non incide sul merito del sequestro.

Massime di principio

  • Il sequestro preventivo per equivalente e' subordinato al principio di sussidiarieta': puo' essere disposto solo quando risulti impossibile, anche temporaneamente, aggredire i beni costituenti il profitto del reato.
  • E' legittimo un provvedimento con struttura "mista" (sequestro diretto nei confronti della societa' e, subordinatamente, sequestro per equivalente nei confronti del legale rappresentante).
  • Non e' richiesta una ricerca preventiva esaustiva e generalizzata dei beni profitto del reato prima di disporre il sequestro per equivalente; e' invece necessaria una valutazione sommaria e coerente con lo stato degli atti. L'accertamento piu' approfondito sull'infruttuosita' del sequestro diretto puo' essere rimandato alla fase di esecuzione.
  • Per impugnare con successo il decreto di sequestro e' necessario proporre censure specifiche e indicare elementi concreti (es. beni societari aggredibili o rimesse contestate). Deduzioni generiche o ipotetiche risultano inammissibili.
  • La riqualificazione d'ufficio di una misura diretta in una misura per equivalente richiede cautela: la giurisprudenza distingue i casi e tutela il contraddittorio sull'impossibilita' di aggredire il profitto diretto, ma nella fattispecie il decreto had una struttura dichiarata e giustificata, risultando legittimo.

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