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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 40152/2024 del 30/10/2024

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Ricorso avverso l'ordinanza del 14/03/2024 che ha rigettato l'istanza di affidamento in prova al servizio sociale ex art. 47 ord. pen.; il Tribunale aveva motivato il rigetto con la mancata presentazione di un'offerta risarcitoria alla vittima e con l'insufficiente approfondimento del percorso trattamentale nonché la necessità di una sperimentazione graduale, nonostante il comportamento carcerario positivo e la disponibilità della Comunità "Il Samaritano" ad accogliere il ricorrente.

La decisione

La corte ha annullato l'ordinanza impugnata e ha disposto il rinvio al Tribunale di Sorveglianza di Cagliari per un nuovo giudizio. La Corte ha ritenuto che il Tribunale di sorveglianza non abbia adeguatamente motivato la prevalenza dell'"allarmante curriculum criminale" rispetto agli elementi positivi emersi (comportamento carcerario, percorso di revisione critica avviato, disponibilità della comunità "Il Samaritano") e non abbia valutato concretamente la situazione patrimoniale del ricorrente rispetto all'inadempimento delle statuizioni risarcitorie; pertanto ha disposto che il giudice di rinvio valuti nuovamente il caso alla luce dei principi richiamati.

Norme richiamate

  • art. 47 ord. pen.

    La norma disciplina l'affidamento in prova al servizio sociale come misura alternativa e impone al giudice di valutare la prognosi di reinserimento sociale sulla base dell'osservazione della personalità, della condotta successiva, dei precedenti e delle risultanze istruttorie; la Corte richiama l'obbligo di motivare la valutazione complessiva degli elementi favorevoli e contrari

  • Sez. 1, n. 7873 del 18/12/2023 (Tomaselli)

    Giurisprudenza richiamata per il principio secondo cui, pur non trascurando gravità del reato e precedenti, il giudice deve avere riguardo al comportamento successivo e agli elementi positivi che attestano l'avvio di una revisione critica; tali elementi non possono essere ignorati nel giudizio prognostico

  • Sez. 1, n. 373 del 27/10/2023 (Remoli)

    Richiama l'obbligo di valutare concretamente il percorso trattamentale e la rilevanza delle relazioni degli organi di osservazione nella formazione del giudizio prognostico

  • Sez. 1, n. 773 del 3/12/2013 (Naretto)

    Richiama il principio che non è richiesta la completa revisione critica del passato, ma deve risultare almeno l'avvio del processo critico dalla documentazione osservativa

Massime di principio

  • Il rigetto dell'affidamento in prova non può fondarsi esclusivamente sulla gravità dei reati o sui precedenti: il giudice deve valutare compiutamente il comportamento successivo e gli elementi positivi emersi (condotta carceraria, lavoro, percorsi trattamentali).
  • La mancata corresponsione di somme risarcitorie non è di per sé ostativa alla misura alternativa: occorre valutare la concreta situazione patrimoniale e la reale possibilità di adempiere; il mancato pagamento va motivato e contestualizzato.
  • Quando esiste un programma trattamentale alternativo (es. disponibilità di una comunità come "Il Samaritano"), il giudice deve esaminare concretamente la sua idoneità a minimizzare i profili di inopportunità del rientro nel territorio di provenienza prima di rifiutare l'affidamento.
  • La decisione di rigettare per "insufficiente periodo di osservazione" richiede motivazione specifica che dimostri perché il tempo già trascorso sia inadeguato e quale ulteriore prova sia necessaria; non è sufficiente un richiamo generico alla gradualità.
  • L'assenza di ammissione di colpevolezza non può, di per sé, determinare una prognosi negativa sulla pericolosità o sull'assenza di ravvedimento.
  • In caso di rigetto, la motivazione deve confrontare espressamente e in concreto elementi positivi e negativi: la mera enunciazione di precedenti o di rischi non sostituisce l'analisi motivata richiesta dall'art. 47 ord. pen.

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