Cassazione Penale, Sentenza n. 47012/2023 del 22/11/2023
Sintesi
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Favorevole al resistente
La controversia
Impugnazione dell'ordinanza del 28/09/2023 con la quale la Corte di appello di Milano ha rigettato la richiesta di sostituzione della misura della custodia cautelare in carcere con gli arresti domiciliari in Milano. La custodia era stata applicata a seguito dell'arrivo in Italia di un mandato di arresto europeo emesso il 22/08/2023 dal Tribunale di Parigi per indagini in Francia a carico della prevenuta per i reati di partecipazione a associazione per delinquere, riciclaggio, estorsione e reati informatici. La ricorrente denunciava violazione degli artt. 274 e 275 cod. proc. pen. e vizio di motivazione per omissione di spiegazioni circa la persistenza del pericolo di fuga e l'assenza di motivi per ritenere insufficienti misure meno gravose (arresti domiciliari, con eventuale braccialetto elettronico).
La decisione
La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza di interesse: dopo l'emanazione della decisione definitiva favorevole alla consegna della persona richiesta (rigetto del ricorso contro la sentenza di accoglimento della richiesta di consegna deciso il 17/10/2023) si è instaurata la fase esecutiva nella quale l'interessata doveva essere consegnata allo Stato estero entro termini brevi. In tale fase le impugnazioni avverso provvedimenti cautelari perdono rilevanza, rendendo il ricorso privo di interesse. La sentenza ha inoltre disposto che, trattandosi di sopravvenuta inammissibilità non imputabile alla ricorrente, non si procede a condanna alle spese processuali o ad ammenda.
Norme richiamate
La ricorrente ha dedotto violazione di questa norma nell'ambito dell'impugnazione; tuttavia la Corte ha ritenuto la questione priva di interesse per la sopravvenuta fase esecutiva della consegna, evitando un esame di merito della presunta violazione.
Analogamente all'art. 274 c.p.p., l'asserita violazione è stata richiamata dalla difesa ma non esaminata in sostanza perché il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di interesse a seguito della decisione definitiva di consegna.
Mandato d'arresto europeo (regime giurisprudenziale della Corte di cassazione)
Secondo la giurisprudenza citata dalla Corte, una volta divenuta definitiva la decisione favorevole alla consegna la fase diventa meramente esecutiva e l'interessato deve essere consegnato entro termini brevi; in tale fase non è più rilevante la verifica del pericolo di fuga relativa alle misure cautelari, rendendo eventuali impugnazioni contro tali misure prive di interesse.
Massime di principio
- In caso di mandato d'arresto europeo, quando la decisione sulla consegna diventa definitiva e si apre la fase esecutiva, le impugnazioni relative alle misure cautelari possono essere dichiarate inammissibili per sopravvenuta carenza di interesse perché la persona deve essere consegnata rapidamente.
- La difesa deve proporre tempestivamente istanze e documentare esigenze cautelari alternative prima che la decisione di consegna diventi definitiva; dopo la definitività della consegna l'azione difensiva su misure cautelari rischia di diventare inefficace.
- Se la perdita di interesse al ricorso non è imputabile al ricorrente, il giudice evita di irrogare spese processuali o ammende.
- Per aumentare le probabilità di ottenere misure meno afflittive è utile spiegare concretamente perché non sussiste pericolo di fuga (legami stabili, residenza certa, aspettativa di collaborazione) e proporre misure alternative specifiche (arresti domiciliari con braccialetto elettronico, obblighi di firma, restrizioni di movimento), preferibilmente prima che la consegna si perfezioni.
- La giurisprudenza prevalente attribuisce rilevanza procedurale alla rapidità di esecuzione del mandato d'arresto europeo: questioni cautelari possono essere risolte solo se sollevate e ancora attuali prima dell'avvio dell'effettiva consegna.
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