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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 983/2022 del 13/01/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al ricorrente

La controversia

Il PG ha impugnato la sentenza del Tribunale di Ancona che aveva dichiarato estinto per prescrizione il reato ascritto a Bensalem, ritenendolo ricondotto al capoverso (comma 2) dell'art. 648 c.p. Il PG ha censurato la qualificazione giuridica del fatto, sostenendo che la ipotesi di "ricettazione di particolare tenuità" non è una fattispecie autonoma ai fini della prescrizione, ma un'ipotesi attenuata rispetto al comma 1 del medesimo articolo; conseguentemente il termine di prescrizione va calcolato sulla pena prevista dal comma 1 e non su un termine autonomo, e la diversa qualificazione avrebbe determinato un errore nel giudizio sulla estinzione per prescrizione.

La decisione

La Corte di Cassazione ha ritenuto il ricorso fondato, affermando che la qualificazione del fatto come riconducibile al comma 2 dell'art. 648 c.p. non rileva ai fini del computo della prescrizione, essendo la ricettazione "di particolare tenuità" una ipotesi attenuata del reato previsto dal primo comma. Richiamata giurisprudenza consolidata, la Corte ha verificato le date rilevanti (fatto 26/04/2012; decreto di citazione 05/05/2017) e concluse che non risultava perfezionata né la prescrizione massima di cui all'art. 161 c.p., comma 2, né quella intermedia di otto anni. Perciò la sentenza impugnata è stata annullata con rinvio ad altra Sezione della Corte d'Appello di Ancona per nuovo giudizio.

Norme richiamate

  • art. 648 c.p. (comma 1)

    Il comma 1 definisce e punisce la ricettazione con la pena ordinaria (fino a otto anni). La Cassazione interpreta che la forma attenuata sia riconducibile a questa fattispecie ai fini della determinazione della pena e della prescrizione.

  • art. 648 c.p. (comma 2 / capoverso)

    La disposizione riguarda la ricettazione di particolare tenuità. La Corte ha stabilito che si tratta di una ipotesi attenuata della medesima fattispecie e non di un reato autonomo con termine di prescrizione separato.

  • art. 161 c.p. (comma 2)

    Regola i termini massimi di prescrizione in relazione alla pena edittale. È stata utilizzata per verificare che, alla luce delle date del fatto e della citazione, non risultava perfezionata la prescrizione massima né quella intermedia.

Massime di principio

  • La ricettazione "di particolare tenuità" (capoverso/comma 2 art. 648 c.p.) va considerata un'ipotesi attenuata della ricettazione prevista dal comma 1 e non un reato autonomo ai fini della prescrizione: il termine di prescrizione si calcola sulla base della pena applicabile al reato di cui al comma 1.
  • Se il giudice di merito qualifica il fatto come autonomo rispetto alla fattispecie comune al fine di giustificare la prescrizione, tale qualificazione può essere impugnata in Cassazione perché rilevante il corretto inquadramento normativo per il computo dei termini di prescrizione.
  • Nella valutazione della prescrizione va sempre confrontata la data del fatto con la data del decreto di citazione a giudizio e con i termini di prescrizione previsti dall'art. 161 c.p.; errori nel calcolo o nella qualificazione del reato possono determinare l'annullamento con rinvio.
  • Per difesa e accusa: verificare sempre se la diminuzione di pena o la qualificazione attenuata incide realmente sui termini prescrizionali; in caso di dubbio la giurisprudenza di legittimità tende a ricondurre le ipotesi attenuate alla fattispecie principale per il computo della prescrizione.
  • Un'errata qualificazione giuridica che produce un effetto estintivo per prescrizione può essere causa di annullamento del provvedimento di merito e rinvio per nuovo giudizio.

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