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Sentenza penale

Cassazione Penale, Sentenza n. 5841/2022 del 18/02/2022

Giurisprudenza penale

Sintesi

Generata da Trovanorma sul testo ufficiale

Esito

Favorevole al resistente

La controversia

I ricorrenti hanno impugnato la sentenza della Corte d'Appello di Catania del 18/09/2020 deducendo, con distinti motivi riassunti ex art. 173 disp.att. cod.proc.pen., la violazione dell'art. 606 lett. e) cod.proc.pen.: a) mancata esclusione della recidiva; b) mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. Sostenevano che la sentenza di merito fosse carente di motivazione su questi punti.

La decisione

La Corte di Cassazione ha dichiarato i ricorsi manifestamente infondati e quindi inammissibili. In particolare ha ritenuto che la Corte d'Appello abbia adeguatamente motivato il riconoscimento della recidiva valorizzando precedenti penali e la pericolosità dimostrata dalle condotte, e che il diniego delle attenuanti generiche sia giustificato con motivazione non manifestamente illogica (richiamando giurisprudenza sul fatto che il giudice di merito non deve prendere in esame tutti gli elementi, ma quelli ritenuti decisivi). A norma dell'art. 616 cod.proc.pen. i ricorrenti sono condannati al pagamento delle spese processuali e al versamento in favore della Cassa delle ammende della somma di euro 3.000,00 ciascuno. Sentenza a motivazione semplificata.

Norme richiamate

  • art. 173 disp.att. cod.proc.pen.

    Norma procedurale che consente il riassunto dei motivi in sede di ricorso per cassazione; impiegata per sintetizzare i motivi presentati dai ricorrenti.

  • art. 606 lett. e) cod.proc.pen.

    Censura fondata sulla carenza o illogicità della motivazione della decisione impugnata; la Corte ha ritenuto che la motivazione della Corte d'Appello fosse adeguata e non manifestamente illogica, quindi la censura non è accolta.

  • art. 616 cod.proc.pen.

    Stabilisce le conseguenze per i ricorsi dichiarati manifestamente infondati (condanna alle spese processuali e possibile somma a favore della Cassa delle ammende); la Corte ha applicato tale disposizione comminando €3.000,00 per ciascun ricorrente.

Massime di principio

  • Il riconoscimento della recidiva in appello è legittimo se motivato con riferimento a precedenti penali e alla pericolosità dell'autore: la Cassazione non annulla per mera insufficienza motivazionale se la valutazione di pericolosità è logica e dettagliata.
  • Il diniego delle attenuanti generiche da parte del giudice di merito non richiede un'analisi puntuale di tutti gli elementi favorevoli; è sufficiente che il giudice indichi quelli ritenuti decisivi e che la motivazione non sia manifestamente illogica.
  • In sede di Cassazione il sindacato sulla motivazione è limitato alla verifica di eventuale illogicità manifesta, contraddittorietà o insufficienza; argomentazioni di merito o valutazioni probatorie compiute correttamente dal giudice di merito non sono rimesse al riesame della Corte suprema.
  • I ricorsi ritenuti manifestamente infondati possono essere dichiarati inammissibili e comportare condanne alle spese e sanzioni economiche (art. 616 c.p.p.); pertanto, prima di impugnare è opportuno valutare la fondatezza delle censure e la completezza della contestazione della motivazione.
  • Per massimizzare le chance in cassazione, il ricorrente deve individuare e dimostrare con precisione illogicità, contraddizioni o vizi formali della motivazione del giudice di merito, non limitandosi a riproporre valutazioni di fatto.

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